Seo omeopatico

by on April 4, 2013

Alcuni giorni fà leggevo un articolo riguardo la cosidetta cura “Stamina” , basata sulle cellule staminali, che secondo un ricercatore che l’aveva analizzata era una “dose omeopatica“. Non starò a citare l’articolo, perchè nel mio blog non parlo di cure staminali (almeno per ora), ma il paragone con l’ambito seo mi è balzato immediatamente in testa.

L’omeopatia, per chi non lo sapesse, cito da wikipedia:

L’omeopatia (dal greco ὅμοιος, simile, e πάθος, sofferenza) è un controverso metodo terapeutico alternativo, i cui principi teorici sono stati formulati dal medico tedesco Samuel Hahnemann verso la fine del XVIII secolo. I principi dell’omeopatia non sono accettati dalla scienza medica che li considera inefficaci e potenzialmente pericolosi per la salute.

Come funziona ? In sostanza il principio dell’omeopatia è di diluire una sostanza in dosi sempre più annacquate: si tiene solo l’1% della soluzione e ad ogni passaggio e si aggiunge altra acqua per raggiungere il 100%. Dopo la 12 esima volta che viene ripetuto il processo, a causa del numero di avogadro, la sostanza originale non esiste più.

L’accusa della scienza è che queste sostanze sono solo dei farmaci placebo.

Per fare un paragone assurdo è come se buttassi un gatto in piscina 12 volte per renderlo sempre più morbido e purr-oso.

Seo omeopatico come buttare un gatto in piscina

Non provateci a casa, nemmeno se avete una piscina

Quindi mi stai dicendo che esiste il Seo Placebo ?

Si. Purtroppo la realtà è che la qualità media dei servizi Seo erogati è in calo, secondo me. Non ho una visione del mercato così ampia, ma anche solo a parlare in giro con le persone uno si accorge che ci sono diverse anomalie… cerco di spiegarmi meglio.

Ci sono diversi livelli di qualità del servizio

  • Top level: le grandi agenzie di search marketing. La qualità può variare nel corso del tempo, ma grazie al fatto che possono contare su un organico cospicuo, su contatti, su personale di supporto e su mezzi economici di alto livello, sono in grado di erogare un buon servizio che è sopratutto costante. Lavorano principalmente con clienti enterprise: assicurazioni, banche, grossi brand di vari settori, e-commerce che vendono su tutto il territorio. Sono poche quelle che sanno davvero lavorare bene
  • Near the top : sono i consulenti top. Hanno generalmente fatto un percorso all’interno delle grandi agenzie e poi si sono messi in proprio. Il loro ruolo non è più di essere “operativi”, sono i consulenti strategici che risolvono i grossi problemi, che identificano le magagne, le risolvono e poi se ne vanno per la loro strada. Sono i formatori perfetti, sanno come funzionano le cose e sanno trasmetterle a chi deve imparare. In italia secondo Cesarino ce ne sono forse una decina (e 4 si sono riuniti qua). Il loro unico punto debole, se vogliamo trovarne uno (come la kryptonite per superman), è proprio la mancanza di continuità che invece le grandi agenzie riescono a garantire.
  • Above the fold: fino al secondo punto mi sentivo Briatore, ora finalmente posso smettere di usare “top”. In questa categoria ricadono piccole agenzie e liberi professionisti che erogano un servizio qualitativamente buono. Non hanno i mezzi o la reputazione (che è importante) dei grandi nomi, ma fanno del loro meglio per far crescere il business del loro parco clienti.

…e poi ci sono gli altri.

Gli altri sono difficili da identificare: sono quelli che diluiscono l’investimento del cliente, fino a farlo diventare insignificante.

Sono quelli che si propongono un palliativo quando una azienda è malata, risultando ininfluenti o addirittura in alcuni casi letali.

Ma le aziende si ammalano ? ovvio che si, quando un’azienda ha più costi che ricavi, comincia ad accumulare debiti, finchè non è costretta a chiudere. (salvo non sia una importante casa automobilistica, in quel caso può fingere un piano industriale, licenziare persone e con i soldi ricevuti dallo stato localizzarsi altrove. Ma è un caso puramente ipotetico…).

Non parlo solo di risultati

E’ riduttivo pensare al “Seo placebo” come un Seo che non porta risultati quantificabili in termini di fatturato o visitatori. Ci sono figure Seo tecniche che sono preposte al mantenimento di una situazione ottimale e sono l’equivalente dei meccanici della formula uno: loro non corrono, ma senza il loro aiuto la macchina si spacca e perde.

Come dice spesso Piersante Paneghel, esiste il concetto di “Seo di attacco” e “Seo di difesa“. Un ruolo serve per aggredire nuove opportunità, l’altro consolida quello che è disponibile.

Il Seo placebo, non fa attacco o difesa. Fa solo “finta” di supportare il cliente, mette in piedi alcune attività di poco conto e illude il cliente dandogli l’impressione di aver raggiunto grandi risultati.

Come riconoscere (ed evitare) il seo placebo

E’ difficile dare delle indicazioni che siano omnicomprensive, credo anzi che da un lavoro di crowdsourcing di quelli che fanno onestamente questo mestiere possano uscirne fuori degli spunti interessanti, inizio con i miei.

  • Chiedete di visionare alcuni dati di google analytics dei clienti: Attenzione che salvo non ci siano accordi è vietato condividere con terzi i dati dei propri clienti. Se chiedete però di visionare un grafico che faccia vedere l’aumento delle conversioni da traffico organico non legato al brand, dovreste ottenere dei dati interessati anche se sono privati dei numeri specifici. 
  • Se menzionano dei posizionamenti raggiunti su dei progetti, verificate i posizionamenti manualmente. (fate sempre i controlli in modalità “navigazione anonima” usando google chrome).
  • Se vi propongono un contratto annuale, esigete un piano di attività annuale, dettagliato mese per mese. Molti Seo placebo si limitano a fare alcune modifiche ai siti, poi segnalano su qualche directory il sito e nel campo delle small business si fermano lì. Però vi chiedono 12 mesi di “canone seo” come se i posizionamenti dipendessero dalla danza tribale attorno al fuoco che fanno ogni mese. E’ possibile che un piano di attività venga disatteso per motivi vari, ma un’azienda o un professionista rispettabile non ha problemi a ipotizzarne uno plausibile.
  • Secondo me, nessuna azienda sana di mente dovrebbe accettare un contratto su più anni, nel Seo. La “disciplina” del Seo cambia di anno in anno e talvolta anche durante l’anno, per cui è meglio ridefinire ogni 12 mesi massimo le attività in corso, quelle concluse e le nuove opportunità che offre il mercato. Non frammentate nemmeno troppo i contratti, 6 mesi sono il minimo per iniziare ad ottenere degli effetti dall’attività seo.

 

{ 10 comments }

Da qualche giorno ho ricevuto l’incarico di selezionare dei profili di “specialisti Seo” per l’agenzia dove lavoro. E’ un incarico importante, perchè può cambiare la vita di diverse persone, sia dal punto di vista di chi viene assunto, sia dal punto di vista di chi deve lavorarci assieme. Come hanno detto giustamente le persone che mi hanno preceduto in questo incarico:

E’ una specie di scommessa: devi vederci “qualcosa” in una persona, devi pensare a come può crescere, quindi non basta valutare il passato e il presente, ma in qualche maniera devi valutare anche il futuro di quella persona.

 OK, magari non hanno usato proprio queste parole…

…ma ho fatto del mio meglio per recepire questo insegnamento. Per cui da vero ingenuo con spirito positivo, mi sono fatto mettere in copia alla email a cui inviano le candidature di lavoro e visto che l’azienda aveva messo un passaparola su web e ha attivato una inserzione su linkedin… si è scatenato l’inferno.

Arrivano decine di curricula da Linkedin. Diverse decine. Che qualcuno deve vagliare, cioè il pirla della situazione io.

Il primo responso da questa tornata di candidature è…

Se sbagli una serie di passaggi... sei fuori!

Se sbagli una serie di passaggi… sei fuori!

 

Come ho arginato il diluvio?

Visto che anche io sono stato nel regime del “cambio lavoro”/ “cerco lavoro”, mi sono immedesimato nei panni di chi mi scriveva e ho cercato di rispondere ad ogni persona e vagliare ogni candidatura.

Premessa: l’agenzia cerca degli specialisti seo, se non sapete cosa sono, seguite il link.

Premesso questo, sopratutto dalla inserzione su linkedin, è arrivata una valanga di persone classificabili in questa maniera:

  • Persone senza alcuna esperienza Seo, ma esperta in settori non correlati (es: addetti alle vendite)
  • Persone con qualche minima spolverata di Seo, inserita in una valanga di altre cose fatte
  • Persone senza esperienza
  • Persone con multiple specialità (contate 15 in un caso)
  • Persone che hanno dimenticato di allegare il cv
  • Persone che hanno allegato il cv, ma non la lettera di presentazione
  • Persone che non hanno allegato il cv o la lettera, e il profilo di linkedin era incompleto
  • Persone che hanno allegato il cv con tanto di errori oppure confuso.

In tutto questo disastro, una persona ha avuto l’idea intrigante di rappresentare il suo cv con una infografica animata… peccato non avesse le skill tecniche e l’esperienza che servono a noi. (ma gli ho fatto i complimenti per lo sforzo)

Da più di 4 minuti a 45 secondi

Io adoro l’automation in tutto ciò che faccio, per cui dopo un pò mi sono accorto che ci perdevo 4-5 minuti ad esaminare ogni cv, capire le esperienze lavorative, gli interessi, i linguaggi (di programmazione) conosciuti, insomma per capire “ma chi cavolo è costui/costei“.

Dopo un pò ho creato delle macro risposte con http://www.autohotkey.com/ un simpatico software per windows 7 che mi consente di “stampare” delle risposte preconfezionate nel giro di pochi secondi, per cui il tempo di smaltimento dei cv è sceso ad un sesto del tempo originale.

La guida di sopravvivenza per passare almeno la prima crudele scrematura

Non capisco come mai devo essere io a fare un discorso del genere, quando ci dovrebbero essere fior di scuole, enti e personaggi preposti all’inserimento del mondo del lavoro. Probabilmente vale il vecchio detto chi sa fare, fa. Chi non sa fare, insegna“: magari io esagero nel giudicare un’intera classe/generazione, ma mi sembra che qua la gente si butti allo sbaraglio, sparando nel mucchio, invece che fare una cosa fatta bene.

Attenzione, che questa “guida” non vi garantisce comunque di entrare in una realtà lavorativa qualsiasi, diciamo che aumenta le vostre probabilità di essere considerati almeno per uno sguardo prolungato. Dovrete comunque dimostrare di avere delle doti personali che siano utili all’azienda.

 

 Primo: compilate una lettera di presentazione come si deve.

Povera lettera di presentazione, trascurata da tutti, trattata come la sguattera che pulisce la cucina. E invece è la vera regina della festa!

…ok basta con le metafore:

una lettera di presentazione è il primo fondamentale passo per essere accettati o rifiutati dalla persona che fa la selezione.

Se omettete o ne scrivete una “tanto per farla”, state trascurando una prima opportunità, perchè chi fa la selezione del personale spesso è anche la persona che vi farà il colloquio (sopratutto nelle realtà poco strutturate come sono le agenzie di comunicazione e marketing). Ricodate quando ho detto che ne ricevo decine al giorno ? Non è una esagerazione: la lettera di presentazione è il primo passo per capire chi mi sta contattando.

Quindi come scriverla ? Ecco alcuni suggerimenti:

  • Una breve introduzione che descrive in breve chi siete e come avete trovato il contatto
  • Una ragione (o più ragioni) perchè state contattando proprio questa ditta.
  • Cosa sperate di trovare presso questa ditta e cosa potete offrire.

Fine.

E’ difficile o lungo scrivere tutto questo ? No.

E’ banale scriverlo ? Nemmeno!

Quanto tempo ci vuole a leggerla? VENTI (20) secondi.

Posso sentire qualcuno che mugugna “Ma così devo scriverla per ogni azienda” ! ESATTO!

Una lettera di presentazione è una introduzione personalizzata: immaginate se ad ogni persona che incontrate per la prima volta faceste la stessa presentazione? “Ciao, sono andrea, mi piace cucinare il risotto con asparagi e radicchio, credo che tutto possa essere spiegato dal numero 42 e credo che potremo diventare amici se ti parlo di Gundam“. Sarebbe…strano ? allucinante? da manicomio?

Si, si e si.

E allora perchè fare una lettera di presentazione con copia e incolla? 

Non fatela, punto.

Documentatevi sull’azienda: esiste google, usatelo. Magari conoscete l’azienda per sentito dire, cercate in giro informazioni: partecipa a convegni ? Le persone che figurano nello staff, hanno un seguito online ? Hanno un blog ?

Non fate gli stalker. Un conto è interagire con una persona, un’altra è assillarla sperando di fare “i sagaci” online. Non fate i leccaculo. Limitatevi ad una interazione modesta e poi eventualmente quando avete una certa confidenza, menzionate il contatto nella lettera di presentazione: non prima.

 Per favore, coregete correggete il curriculum vitae

Avete visto qua sopra ? La parola errata che ho segnato con una riga orizzontale. Ecco immaginatevi ricevere un curriculum vitae costellato di errori di grammatica.

Fare Seo richiede in ambito lavorativo di essere più precisi possibili, perchè la “lingua italiana” non è solo il nostro modo di comunicare, ma è sopratutto il biglietto da visita dei siti dei nostri clienti.

Se una persona:

  • fa diversi errori ortografici
  • sbaglia i nomi degli strumenti che (dovrebbe) usare e che inserisce nel CV

…il primo pensiero che mi viene in mente è che è una persona approssimativa e questo potrebbe ripetersi nel lavoro: io voglio persone precise e onestamente non conosco nessuno che cerca persone “imprecise“.

…il secondo pensiero è che vuole fregarmi, quindi ha inserito dei “nomi” a caso, per dare al curriculum un aspetto più “professionale”.

Un pò come dire : che io sono un tifoso della Giuventur e che la squadra di Berlusconi è il Minal, di cui essi sono un acerrimo rivale.  

Vi si ritorcono le viscere, vero ? Beh, a me fa lo stesso effetto leggere certi curricula.

Fate leggere a più persone il CV: vostra madre (che vi vuole tanto bene), vostra nonna (che vi vuole tanto bene), il vostro migliore amico/a (che vi vuole bene), il/a vostro partner (che non vi sopporta più), il vostro parroco (ma fatelo nel confessionale così è costretto ad ascoltarvi). Puntate ad avere almeno tre punti di vista oltre al vostro per limitare i danni.

 

Siate affamati, siate folli, siate speciali(sti)

Cito Steve Jobs, perchè questo consiglio è più che mai valido.

Differenziatevi dalla massa più che potete!

A costo di sembrare dotati di prescienza, cercate di capire cosa potrebbe interessare al vostro interlocutore e tagliate i tempi: inviatelo assieme alla lettera di presentazione e al CV. Essere proattivi è un segno distintivo in questa società amorfa e priva di iniziativa.

SI

  • Interessi extra lavoro ma riconducibili ad attività lavorative (per esempio: programmazione)
  • Partecipazione online a contesti riconducibili al nostro settore (blogging, forum verticali), eccetera.
  • Progetti personali riconducibili al lavoro (profit o no profit)
  • Presentazioni che esulino dallo standard, anche dal punto di vista visivo.
  • Dati misurabili delle vostre attività e capacità (Google analytics è prezioso in questo) riconducibili al lavoro
  • Descrizione di case history di successo riconducibili al lavoro.
  • Cinque voci su sei precedenti, presentano la parola “riconducibili“: vuoi vedere che forse contestualizzarsi è una strategia vincente?
  • Usate Powerpoint! Lo mettete sempre nelle conoscenze del pacchetto office: usatelo. Siete tutti maghi delle presentazioni, mandatecele a vedere.
  • Osservate la sede dell’azienda: è vicino a dove risiedete? No: siete disposti a trasferirvi ?

No

  • book fotografici (salvo non siate modelle)
  • foto ritagliate da serate in discoteca

Forse

  • Attività personali (sport, volontariato, cucina, uncinetto, pilates a squadre, eccetera) se vi caratterizzano in qualche modo. Per esempio “gioco a calcetto da quando avevo 9 anni” non mi dice nulla di una persona salvo che gli piace giocare a calcetto. Invece “gestisco una associazione sportiva di curling da 5 anni” mi fa intuire che è una persona abituata a interagire con le persone, a coordinare, a pianificare: tutti aspetti interessanti per una azienda!

(ringrazio Enrico Altavilla per il feedback su questa sezione!)

Conclusione?

Per ora è tutto: insistete e i risultati arriveranno: buona fortuna! (che non basta mai)

Aggiornamento 12 febbraio 2013

aggiungo un paio di chicche .

Premessa

Ho iniziato a fare un pre-screening tecnico, per filtrare un pò di profili poco tecnici e troppo social/copywriter che mi stavano arrivando. Ho quindi iniziato a fare alcune domande tecniche, alcune anche a trabocchetto, per cercare di captare la conoscenza della persona dall’altra parte. Molti risultati sono deprimenti, è come se la competenza tecnica Seo fosse andata sparendo nel corso degli anni.

Le domande sono un mix che scelgo casualmente e sono in alcuni casi strutturate in modo da chiedere “opinioni” o “esperienze”… ammettere la propria ignoranza non è un problema, anzi sapere di avere un problema da colmare è un ottimo punto di partenza. (Lo disse anche Diogene).

In mezzo a questo minestrone, sono svettati due casi particolari che vado ad enunciare:

Quello che pensava di essere ad un esame di stato o di scuola

Un tizio ha copiato le risposte. Quando gli chiedevo pareri, opinioni ed esperienze ha iniziato a scrivere una turbofilippica sui massimi sistemi, come se stesse declamando un capitolo di diritto canonico di fronte al concilio vaticano.

Mi è venuto il sospetto dopo 15 secondi… e grazie al segugio google ho trovato la fonte nei 15 secondi successivi.

…quantomeno ha avuto la buona creanza di scegliere uno dei migliori in giro :D

 Quello che ha frainteso il senso del questionario via email

una persona ha deciso di rispondere in “malomodo” alle mie domande. Non avendo la liberatoria per divulgare il contenuto esatto dell’email, faccio quello che fa un Seo Bastardo: text spinning e parodia.

Mio carissimo amico, perdonatemi per questa risposta che vi sembrerà quantunque poco cortese, ma mi sono arrogato il diritto di risponderle ancorchè voglio far valere il mio diritto di rifiutare di offrirle lezioni accademiche di ottimizzazione dei motori di ricerca o marketing sui motori di ricerca, a titolo gratuito.

Le raccomando invece una accurata ricerca sul negozio online il cui nome si ispira alla lussureggiante foresta tropicale che si estende tra brasile , colombia e perù. Consiglio altresì di approvvigionarsi di fantastici libri digitali e approfitto di questo breve scambio epistolare per segnalarle che ne sto scrivendo uno anch’io, seguendo la moda del momento. Con questo non vorrei offuscare l’opportunità di seguire dei fantastici video di auto apprendimento elettronico  su VostroTubo.

Che sbadato, stavo anche scordando i vari atenei americani che rilasciano fiori di corsi sfruttando la purezza della licenza fonte aperta; come potrà dedurre, ce ne sono di ottime anche per gli ambiti appena sopra menzionati.

Un bel libro nella vulgata italica, se volesse approfondirlo è “Web analytics” di (omiss).

Le chiedo perdono se il tono potrebbe esserle sembrato scortese: so che non mi porterà rancore.

Ps: L’italia come sicuramente saprà è il “nosense country”. Per questo, testè, farò del mio meglio per rilocare le mie attività in altra nazione.

 

Risposta mia: 

Ti auguro tutta la fortuna di questo mondo, perché sicuramente non porto rancore nemmeno io e sicuramente all’estero troverai molta gente interessata. Ti consiglio berlino, ci sono tantissime startup e un sacco di italiani che cercano compatrioti validi da integrare.

Se durante il viaggio volessi fare una lettura interessante, ti consiglio questo mio post:

http://www.andreascarpetta.com/come-diventare-seo-specialist/

 

 

{ 13 comments }

La seo nel 2013, se ancora si chiamerà così…

January 3, 2013

E’ arrivato il 2013! Questo lo dico perchè qualcuno probabilmente pensa ancora di essere nel 2000equacchecosa, visto che come regalo di fine anno, una agenzia americana ha ben pensato di farmi dello spam nei commenti tramite scrapebox.  La cosa è particolarmente buffa perchè queste modalità di link spamming sono oramai talmente borderline, che anche i black [...]

Leggi il resto… →

Settimo Convegno GT 2012

December 16, 2012

Sono al Convegno GT, se siete lettori del blog e siete al convegno, mi trovate al tavolo degli Esperti, ma solo perchè non c’erano altri posti disponibili nella sala.

Leggi il resto… →

Lavoro, come diventare Seo Specialist (quello che panorama non dice)

November 2, 2012

I primi di ottobre panorama ha pubblicato un articolo intitolato “Come diventare seo specialist“. Considero l’articolo abbastanza superficiale e visto che non c’e’ stato seguito ai commenti lasciati, credo che l’unica alternativa “Seo” sia quella di fare un post con lo stesso titolo (più o meno) per vedere si introdurre una voce alternativa nei risultati [...]

Leggi il resto… →

Come fare Guest Post (benissimo)

October 1, 2012

In un ambito come la Seo dove i cambiamenti sono all’ordine del giorno, un metodo ancora abbastanza in voga per generare link, autorità e visibilità è quello del cosidetto “Guest Post”, ecco una guida su come farlo in maniera da ottenere dei risultati ottimali. Le basi del guest post Il guest post si traduce in [...]

Leggi il resto… →

[infografica]Le tre strategie per costruire una audience attiva

August 22, 2012

Con questo post vi presento una nuova sezione del sito chiamata “Infografiche“: in questo caso si tratta di una infografica prodotta dai colleghi americani di BlueGlass che sono stato autorizzato a tradurre. La cosa più interessante di questa infografica è che malgrado la semplicità, raccoglie il contenuto di 8 post (tra copyblogger e dello stesso blog [...]

Leggi il resto… →

Web Faction: il nuovo hosting che ho appena attivato!

August 16, 2012

Rassicurato dalle performance e dall’alto livello di servizio tecnico che ho avuto modo di “intercettare” tramite Alessandro Martin, di Ubersuggest, mi sono deciso a fare il grande passo, per cui ho abbandonato hostgator (dove tengo comunque alcuni progetti) e ho spostato il blog su Webfaction. Perchè ho deciso di fare questo transito ? Volevo un [...]

Leggi il resto… →

Content writing: recensione di scribox e melascrivi

August 11, 2012

Da anni Google (e Bing) ce lo ripetono. Ce lo dicono i blogger. Ce lo dice Matt Cutts (assieme al team di controllo della qualità dei risultati). Io non ne sono completamente convinto ma… The content is the king vabbè, tralasciando le opinioni personali che magari saranno parte di un post futuro, approfitto di questi [...]

Leggi il resto… →

Google ti segnala schemi di link ? Scherzetto!

July 22, 2012

Ultimamente sembra che tra le varie innovazioni di Google, la più importante è l’attivazione dell’algoritmo dell’umorismo. Come tutte le cose in beta di google, anche questa feature ha bisogno di aggiustamenti, per cui quando l’algoritmo è stato lanciato giovedì scorso, ha ben pensato di recapitare un numero imprecisato di questi messaggi a diversi webmaster.   [...]

Leggi il resto… →