E se non riconoscete la scena... mi arrabbio!

Google Mobile Update: Dalle parole ai fatti #2 (28 aprile 2015)

Salve a tutti, ecco il secondo episodio dell’analisi del mobilegeddon mobile update di Google.  Se vi siete persi la prima parte, eccovi il link per rivedere l’articolo.

Sto facendo girare lo script di analisi sulle solite circa 800 keywords e nel frattempo volevo fare alcune osservazioni.

I volumi di traffico

Nel mio conteggio dello score, i volumi sono “sbagliati”, nel senso che essendo estratti da Keyword Planner, il numero aggrega assieme desktop, mobile e tablet.

C’e’ modo di sapere qual’è la distribuzione tra i vari device? Si, ma solo come dati complessivi, quando provo a fare la stima del traffico.

Stima del traffico
Stima del traffico

Attenzione che questo strumento varia le percentuali al variare del “bid”, perchè il costo per click cambia in base al dispositivo!

 

Non c’e’ modo, da quello che so, di ottenere un dato specificamente per smartphone, magari Google ci darà questa possibilità in futuro? (visto che il mobile sta diventando sempre più importante).

Andando a spanne se volessi essere più realistico possibile, in questo caso dovrei prendere il 36% di ogni volume di traffico, per calcolare il punteggio esclusivamente legato alla visibilità sugli smartphone.

In questa analisi però non mi interessa validare il punteggio di visibilità assoluto, ma solo la “copertura” (share of voice) quindi anche per il secondo round di analisi ho mantenuto gli stessi valori di traffico per ogni keyword.

Qualcosa però non mi quadra…

Se prendo il keyword set e invece del traffic estimator, torno nella parte di analisi dei volumi, seleziono come periodo l’ultimo mese disponibile (marzo 2015), le percentuali cambiano.

dispositivi, marzo 2015
dispositivi, marzo 2015

Gli smartphone sono diventati il 48% e i tablet il 15%… e la ricerca da desktop è scesa al 36%!

Come mai questa discrepanza? il motivo risiede… nei flussi temporali.

  • Keyword planner fa un’analisi del pregresso, quindi va indietro nel tempo anche se al massimo arriva a due mesi prima del mese attuale.
  • Traffic estimator cerca di fare una previsione futura, parte dalla data attuale e viaggia in avanti nel tempo.
Time travelling!
Time traveling!

A chi credere ?

Senza sapere come vengono fatte le previsioni, io preferisco basarmi sui dati storici e poi eventualmente interpolarli per conto mio.

Chi ha vinto ? Chi ha perso?

Ecco quindi i risultati, come sempre potete scaricare  l’excel e fare le vostre analisi del caso. (fatti salvi i presupposti sopra indicati e la licenza indicata nell’excel).

Top 20 perdenti
Top 20 perdenti

Analisi: I siti che non sono mobile friendly sembrano aver perso molte più posizioni “top 10″ rispetto ai siti che lo sono. Fate attenzione, “ricette semplici” ha perso molti punti perchè è ben posizionato in poche keyword ad alto traffico (9 nel mio campione) e quindi perderne anche una (nel senso che è finita in seconda pagina, quindi il suo punteggio nel mio modello è azzerato), significa perdere molti punti.

In generale si nota che i siti non mobile friendly hanno perso molti posizionamenti.

Gli altri cali di punteggio dovrebbero essere imputabili a cambiamenti nelle pagine di ricerca secondo i criteri tradizionali di Google.

Top 20 vincitori
Top 20 vincitori

Analisi: Considerando che il volume di traffico è rimasto identico rispetto all’analisi della scorsa settimana, questi incrementi di punteggio significano che questi siti hanno mediamente migliorato i loro posizionamenti, quindi anche se ci sono stati dei piccoli decrementi, sono dovuti probabilmente alla normale varianza nelle pagine dei risultati.

Un caso particolare è “donna moderna” che secondo me sta cannibalizzando parte della visibilità del suo sito mobile dedicato (m.donnamoderna.com).

Considerazioni finali

Il file con tutti i dati è disponibile qua: result SOV ricette con MF 2015-04-27

Nel file ci sono anche le colonne che ho omesso (Share of Voice in %, numero di risultati nelle top 10), per cui potete fare tutte le tabelle pivot che volete.

Per quello che posso vedere, c’è una forte correlazione tra siti mobile-friendly che acquisiscono visibilità e siti mobile-enemy che invece la perdono.

La prossima settimana farò un nuovo confronto e vedremo quanto si sono spostati gli indicatori.

Direi di concludere con birra e salsicce, visto il tema alimentare…

E se non riconoscete la scena... mi arrabbio!
E se non riconoscete la scena… mi arrabbio!

 

 

 

 

 

4940310888_60e0f8949c_b

Google Mobile update 22 aprile : dalle parole ai fatti #1 (aggiornato)

Queste settimane immagino che saranno abbastanza piene di segnalazioni e avvistamenti algoritmici: noi Seo siamo un poco cacciatori di balene bianche e ci piace essere i primi ad avvistare il mostro che emerge dagli abissi.

Come dicevo nel post precedente Google ha dato una data di inizio dell’aggiornamento, ma non si tratta sicuramente di un taglio netto con il passato: l’analisi delle url e la valutazione delle stesse richiederà settimane.

Invece che aspettare l’analisi di terze parti (immagino che tra poco Searchmetrics farà uscire il solito report sui “winner/losers” mi sono decido a fare una mia analisi e di tenerla aggiornata per qualche settimana.

Il contesto di analisi: il verticale Food.

Da qualche anno collaboro come consulente Seo ad un sito di ricette di cucina chiamato “Lo spicchio d’aglio“, quindi l’ambito semantico delle ricette mi è abbastanza familiare.

Ho quindi deciso di fare una analisi di un keyword set, per verificare come sarebbe cambiato lo scenario dei risultati: per essere più “neutrale” possibile, ho fatto partire keyword planner usando come “seed” la pagina dello Spicchio d’aglio e ho estratto circa 800 keyword, già clusterizzate da Google.

L’excel con le keyword è disponibile qua: ricette 2015-04-20 at 17-01-03 (112 kb)

Ho tolto una decina di keyword brand che mi davano problemi e ho fatto partire uno script che ha analizzato :

  • La prima pagina di risultati
  • Per ogni keyword
  • Usando uno user-agent mobile (questo: Mozilla/5.0 (iPhone; CPU iPhone OS 8_0 like Mac OS X) AppleWebKit/600.1.3 (KHTML, like Gecko) Version/8.0 Mobile/12A4345d Safari/600.1.4)

Qual’è l’output di questo script

Lo script analizza la “share of voice“, ossia quant’è la visibilità di un dominio nel contesto delle parole chiave analizzate.

La visibilità non è detto che si concretizzi in traffico da organico, ma è una buona approssimazione per capire quanto è “potenzialmente cliccabile” un determinato sito.

L’excel risultante ha 4 colonne:

  • Il dominio rilevato: al momento lo script non è in grado di accorpare domini e relativi sottodomini
  • La SOV in percentuale: La Share of Voice è la percentuale del “total score” attribuito al dominio
  • Il numero di risultati individuati durante la scansione (vengono conteggiati anche quelli multipli)
  • Il total score: a percentuale di visibilità che si ottiene conteggiando il traffico di ogni keyword e dividendolo per un coefficiente di click through gradualmente crescente.

L’output potete scaricarlo qua: result SOV ricette 2015-04-21 (60k)

Graficamente, la situazione dei siti TOP 20 è riassunta in questo grafico:

grafico-sov-21apr2015
Cliccate per ingrandire

Update (22-04-2015 ore 12.00)

Su suggerimento di Davide “Tagliaerbe” Pozzi, ho integrato una analisi fatta con il magico Urlprofiler, che integra la mobile friendliness del dominio.

Attenzione che il tool ha analizzato solo la home page, quindi le pagine interne potrebbero essere o non essere ottimizzate. Inoltre alcuni siti hanno dato errore in fase di analisi.

Eccovi l’excel con la colonna aggiuntiva “passed/failed/errori”.

result SOV ricette con MF 2015-04-21 (62 kb)

In generale, il 39% dei risultati non è mobile-friendly.

Cosa mi aspetto nei prossimi giorni e quando sarà il prossimo update

Idealmente alcuni di questi domini elencati dovrebbero crollare verso il basso se non sono mobile friendly, come ha ipotizzato Google (e alcuni media specialisti e generalisti).

Appuntamento tra 7 giorni per vedere cosa è cambiato.

Domande, dubbi, perplessità?

Usate i commenti o i canali social.

Aggiungiamo un felino per dare una impressione di velocità e potenza al post anche perchè senza di questo, col cavolo che ci fate caso nell’anteprima dei social media.

4940310888_60e0f8949c_b
miaoooooooo

 

 

 

 

 

 

Screenshot 2015-04-21 00.34.47

21 aprile, il mobilegeddon è arrivato!

Un post su una data così simbolica era dovuto, anche se negli ultimi mesi tra viaggi, lavori e attività di ricerca e sviluppo sono stato abbastanza silenzioso.

Iniziamo facendo chiarezza su cosa è il “mobile update”.

Cosa non è il mobile update

La fine del mondo, l’apocalisse, le cavallette, le scie chimiche, la gente brutta: Suvvia.

Cosa è il mobile update

Per la prima volta nella sua storia, Google ha annunciato una data “precisa” sull’uso della mobile friendliness come segnale di ranking.

  • In pratica le pagine individuate come “mobile friendly” dovrebbero essere messe più in alto nei risultati fatti da smartphone.

Non ci saranno cambiamenti (oltre a quelli normali) per le ricerche fatte da table e da desktop.

  • Il cambiamento dovrebbe essere visibile solo per le query generiche, quindi “trattoria adalgisa” continuerà ad essere visibile per il suo brand famoso per tortellini e gnocco fritto con affettati.
  • L’adeguamento al ranking avverrà a livello di pagina, non di intero sito, quindi potrebbero esserci siti che hanno sezioni mobile-friendly e altre no. Brutto come la fame, ma per certe realtà molto granitiche (penso alle multinazionali) potrebbe essere una soluzione necessaria.
  • I siti non verranno rimossi se non sono mobile friendly, ma potrebbero avere un calo di traffico perchè gli utenti potrebbero decidere di non entrarci.
  • Avrà influenza solo sui risultati di ricerca, quindi mappe, immagini e youtube non dovrebbero subire variazioni.

Maggiori informazioni nei prossimi giorni…

16698990475_7f69dca673_k

Un anno di Yotta(com)!

Accidenti, sono passati quattro mesi dall’ultimo aggiornamento!

Beh, dopotutto ho passato due mesi in Brasile a fare marketing e affiliazione con un mio amico ed ex collega, non è stata una vacanza, stavo lavorando! (abbastanza intensamente)

Ma sopratutto è trascorso un anno da quando è nata Yottacom, la mia attività di consulenza professionale come freelance. Dovrei dire che “è tempo di bilanci” ed effettivamente così, però ci pensa il mio programma di contabilità a farlo in automatico. (con l’aiuto dei commercialisti che lo hanno progettato)

FAQ: Perchè non l’hai aperta subito quando sei andato in uk?

Perchè l’anno fiscale in UK inizia ad aprile, invece che a inizio anno come in Italia. Se l’avessi aperta subito avrei magari potuto iniziare a prendere dei lavori, ma poi si sarebbe trasformato come “un anno da tre mesi”.

Nel frattempo…

Nel frattempo in questi mesi ho girato come una trottola e penso che continuerò a farlo finchè mi sarà possibile. Sono sempre immensamente grato del fatto che il mio lavoro mi consenta di viaggiare senza dover per forza essere vincolato ad un posto fisico. Spero che nel corso degli anni Google non mi porti via il lavoro… ma sto già pianificando i miei prossimi step.

Growth Hacker e programmazione

Il termine di “hacker della crescita” è una moda (fastidiosa) che si sente spesso nell’ambito delle startup. Quello che le giovani aziende non capiscono è che un growth hacker junior è di base un marketer senior. Vorrebbero un Garibaldi che le porti alla meta, ma lo pagano come se fosse un metalmeccanico (con rispetto parlando per chi lavora in fabbrica).

Ho analizzato molti casi, ma da un punto di vista scientifico, se un metodo non è replicabile per me non è valido: si tratta di esperienza aneddotica, che è utile da studiare come “cronaca vera” ma che non ha alcun valore da un punto di vista di applicazione.

Se tutto va bene rivestirò questo ruolo in due startup durante il 2015, dove avrò modo di mettere in pratica le mie esperienze maturate in vari campi trasversali, al servizio del business, non della chiacchera.

Si potrebbe poi essere una svolta importante che mi porterebbe “un poco lontano” ma ve ne parlerò quando avrò più certezze!

Il Bilancio 2014

  • soldi

  • tempo per me stesso

  • spese inutili

  • investimenti nell’azienda, cioè nel mio futuro

  • possibilità di viaggiare e scoprire posti nuovi

+ schiavo degli orari (che ora mi impongo)

  • posso smettere quando voglio

Complessivamente…

E’ un buon inizio.

img_0591

Linkedin Long Post : pregi, difetti e opportunità

Per concludere in bellezza il 2014, vorrei fare un resoconto di una attività che ho effettuato proprio quest’anno: ossia ho iniziato ad usare linkedin come piattaforma di blogging.

Linkedin come wordpress ?

Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo: a febbraio di quest’anno Linkedin ha introdotto i “long form post” per gli “influencers”. L’obiettivo era chiaro: dare i professionisti una nuova piattaforma dove creare delle “conversazioni” con i loro contatti e migliorare anche la qualità dei contenuti all’interno di linkedin, che fino a quest’anno era a livello di un twitter con  pochissime interazioni.

Io ho uno spirito pionieristico e generalmente mi butto a capofitto nelle nuove iniziative… tranne Ello il social network degli utopisti, ma su quello preferisco non parlarne. Comunque anche in questo caso ho fatto richiesta per avere l’attivazione e complice anche il fatto che uso la lingua inglese nell’interfaccia, mi è stata data la possibilità di sperimentare questa forma di interazione.

Come ho usato linkedin ?

Linkedin è prima di tutto una vetrina professionale e avevo da subito in mente di

  • creare contenuti divulgativi, utili e/o originali.
  • sfruttare l’autorevolezza di linkedin per “posizionare” meglio i miei contenuti.

Come è andata ?

Ecco il resoconto che viene pubblicato settimanalmente tramite email

Screenshot 2014-12-29 15.43.56

 

Analizziamo i contenuti

  • Seo NOW (in inglese): era un workshop a cui ho partecipato a londra, organizzato da Linkdex.
  • Teaching Content markting in London (in inglese): si è trattato di una mezza giornata di formazione che ho effettuato a dei ragazzi che ho conosciuto a Londra. Niente di terribilmente innovativo, ma era comunque una descrizione originale di quello che ho fatto, assieme ad una foto dei partecipanti. Un solo like.
  • Faster than light… (in inglese): un test che ho fatto sulla velocità della connessione in relazione alla posizione del server. Cinque like e un commento da parte di un mio conoscente.
  • 5 concetti fondamentali (in italiano): traduzione ed adattamento di un articolo di uno dei ghost writer di Neil Patel. La crescita delle pageview è stata notevole, come anche l’aumento dei like. Questo mi ha fatto pensare che la mia audience su linkedin sia prevalentemente italiana.
  • Da tartufi a viagra… (in italiano): questo articolo è stato un test per verificare se riuscivo a contattare un’azienda, che partecipava ad un evento dedicati ai tartufi ad Acqualagna. Per potenziare la visibilità, dopo la pubblicazione ho promosso l’articolo tramite facebook ads, targhetizzato nella zona dell’azienda che volevo contattare. Ho investito 20 dollari, ma non sono bastati a prendere il contatto.
  • Job Seeking evolved (in inglese): sfruttando una serie di automatismi, ho scritto un articolo che coinvolgeva di Moz. Era un tentativo di ottenere visibilità coinvolgendo un brand importante del mio settore. L’articolo l’ho poi diffuso su un gruppo facebook inglese dedicato alla “promozione reciproca” tra professionisti dell’ambito seo/social. Non credo che abbia ottenuto molta risonanza, anche se poi è stato menzionato in altre occasioni e tutt’ora l’ho link quando trovo qualche professionista che è alla ricerca di lavoro. Il numero di pageview e like è comuque stato soddisfacente. In questo post ho imparato l’importanza di mettere una buona immagine di apertura per le preview sui social.
  • Come calcolare il tuo prezzo orario (italiano): Boom! Ho tradotto e adattato un articolo inglese che dava alcuni consigli interessanti per chi inizia la carriera di freelancer. Ho poi diffuso sul gruppo dei “fatti di SEO” e ho nuovamente investito 20 dollari in pubblicità tramite facebook ads. Totale 2206 pageview, 101 like e 20 commenti. Cosa è cambiato ?

Come spaccare il (ulo ai passeri su linkedin

  • Metti sempre una bella immagine introduttiva
  • Se vuoi stimolare i commenti, metti un’immagine conclusiva che invogli a scrollare e commentare: l’area dei commenti è abbastanza in basso e la gente non ci pensa a conversare mentre è su Linkedin. Nel caso del post sopra menzionato, ho aggiunto una gigantesca mano che puntava in basso.
  • Condividi sui social che frequenti
  • I tuoi contatti su linkedin ricevono una notifica quando pubblichi! E’ meglio che una email, per cui…
  • Pensa sempre bene al titolo del post, fai in modo che sia subito interessante anche nel box di notifica! 
Qyu
Un esempio di notifiche

 Pregi e difetti

  • le pageviews sono uniche, anche se ricarichi la pagina, il conteggio non sembra aumentare. Purtroppo non c’e’ ancora documentazione a riguardo…per cui sono (teoricamente) da considerare utenti unici.
  • i like e i commenti sono veri: non c’e’ modo di anonimizzarsi, tranne creando un profilo fasullo… che avrebbe autorità nulla.
  • le url prodotte non sono personalizzabili: per esempio: https://www.linkedin.com/pulse/20141210170106-1351210-come-calcolare-il-tuo-prezzo-orario quindi se volete tracciare meglio la diffusione dei link, vi conviene usare degli url shortner come bit.ly o goo.gl.
  • Ovviamente non avete la possibilità di inserire script o form di alcun tipo: il controllo della piattaforma è totalmente in mano a Linkedin. Comunque visto che pubblicatate a “nome vostro“, la gente se si interessa viene direttamente a visitare il profilo linkedin!
  • L’editor è molto limitato, probabilmente per evitare problemi editoriali di codice spurio. Meglio, concentratevi sui contenuti.
  • Nei commenti potete taggare (con @) altre persone che fanno parte del vostro network di primo livello. Però probabilmente le altre persone possono taggare le persone del loro primo livello (da testare).
  • Pubblicate dalla domenica al giovedi’: Linkedin viene principalmente consultato nella settimana lavorativa, scrivere la domenica significa che le notifiche vengono viste dal lunedi’ mattina. E il venerdi’ chi lo guarda più?
  • I link uscenti (per ora) sono dofollow.
  • Siete in una specie di timeline condivisa: nel senso che quando il vostro post finisce, linkedin automaticamente introduce il post di qualche altro autore. Lo trovo un po’ confuso come metodo per tenere gli utenti sul sito, ma effettivamente qualche volta mi ha indotto a leggere chi c’era “dopo di me“. Non sapendo come funziona il meccanismo, mi chiedo se io riesco a “ottenere” visibilità dai grandi influencers.
  • Linkedin possiede PULSE il servizio di lettura di contenuti tramite pc / tablet / smartphone. Ci sono ottime possibilità che un contenuto virale possa arrivare a lettori inaspettati che non usano il pc.
  • I contenuti si indicizzano e probabilmente si posizionano. Non ho ancora fatto test in tal senso, ma le ricadute lato SEO non da escludere.

Concludendo

Credo che i “long post” di Linkedin rappresentino una opportunità interessante che è ancora completamente da sviluppare. Molte persone non ne hanno ancora accesso, anche se cambiando la lingua dell’interfaccia in inglese, viene attivata la funzionalità.

Certamente non è sufficiente scrivere e basta per avere successo: bisogna avere un buon network di contatti, quindi non solo professionisti del proprio ambito, ma anche figure più trasversali come venditori, project manager, client services. E naturalmente CEO e COO di altre aziende.

Bisogna scrivere pensando all’audience: una ricetta di cucina è difficile che prenda piede. Un tutorial tecnico invece si.

Infine cercate sempre di concludere con una call to action esplicita, per esempio io adesso includo una form di contatto alla fine di questo post :)

E buon 2015.

008040-glossy-black-icon-arrows-solid-hand-points-down

2131221101_7d120be12f_b

I’ll be a speaker @ #SMX #Milan #2014 !


Speaker

 

Yes, it’s right, i’ll have the honor of being a speaker for #SMX conference in Milan for the first time!

It will be funny, because i’m in the same panel with

Bastian Grimm, Managing Partner, Grimm Digital

Dixon Jones, Director, Majestic SEO

…and it will be funny because i’ll be probably bashing Majestic, but in a friendly manner, don’t worry Dixon :)

e Ora in italiano…

Si, confermo che avrò l’onore di essere uno speaker per la conferenza #SMX a Milano, il prossimo 14 novembre 2014.

Sarà molto divertente, perchè sono nello stesso segmento con

Bastian Grimm, Managing Partner, Grimm Digital

Dixon Jones, Director, Majestic SEO

…e sarà molto divertente perchè probabilmente me la prenderò con Majestic, ma in una maniera amichevole, quindi non preoccuparti Dixon :)

(Per chi si chiedesse cosa c’entra il Freedom Gundam nell’immagine sovrastante, ho sempre pensato che un nome altisonante come SMX dovrebbe appartenere ad una fiera di robotica)

emphasize-the-flaws

A website walks into a bar (a cautionary tale about http, Seo and ninjas)

INT. INT. GOOGLEBAR — DAY

A SINGLE BARTENDER IS CLEANING GLASSES BEHIND THE BAR COUNTER. A WEBSITE ENTER THE PREMISE.

HTTP

Hello Google!

BARTENDER

Hello sir, how can i help you today ?

HTTP

Gimme the usual, it has been an hard day

BARTENDER

The “ranking” with 200 ingredients, sir ?

HTTP

yes please!

IN THE MEAN TIME ANOTHER WEBSITE ENTER THE BAR. HE HAS A CONDOM WRAPPED AROUND ITSELF, BUT HE CAN MOVE JUST FINE.

BARTENDER

Good morning Sir and welcome to our premise, how can i help you ?

HTTPS

I’ve read raving reviews about your famous cocktail the “Ranking”. I would like to try it, please.

BARTENDER

With 201 ingredients, right sir?

HTTPS

Yeah, surprise me!

THE OTHER WEBSITE SEEMS SURPRISED OF HEARING THAT THERE IS ONE ADDITIONAL INGREDIENT.

HTTP

Excuse me, but since when the “Ranking” has 201 ingredients instead of the standard 200 ?

BARTENDER

The Administration decided that we had to award a “special ingredient” for those who shows regards for safety of other people.

HTTP

This is madness, the guy is wrapping a condom around itself! How is that contributing to the public safety? He could still crash a truck full of gasoline inside a kindergarten for what we know!

BARTENDER

I’m sorry sir, it has been decided from the top brass.

HTTP

Look, i may wear a condom in my genital area, is that enough to get the 201th ingredient ? Would you check it ?

BARTENDER

Please no sir, i’m forbidden from exploring my patrons intimate parts and the administration stated that only the people who wear protection in their entirety are allowed the additional ingredient.

SUDDENDLY A NINJA MATERIALIZES AND STAB THE HTTPS WEBSITE WITH A SHORT BLADED SWORD. FTER A FEW SECONDS

BARTENDER

What the hell! What happened! Are you ok ?

HTTPS

Just a flesh wound !

BARTENDER

Why he is not reacting ? I think he is bleeding pagerank! What was that black man ?

HTTP

That, my friend, was an hacker.

BARTENDER

I thought mr HTTPS was safe! The condom malfunctioned! I’m confused!

HTTP

Maybe it was not intended to protect you from ninja sneak attacks… pour me another one.

Fade to black

ENDING CREDITS

 

Artwork by: Claire Mason (used with permission)

 

 

…On the slow agonizing death of SEO

According to clickz/mashable:

Now SEO may be going the way of Megalodon, a 100-foot shark rumored to exist but mostly accepted to have gone extinct a million years ago. If it isn’t functionally dead, it’s certainly in the sick-house. Google does not especially want the SEO industry playing games with its rankings, and what Google wants, especially in a case like this, Google gets.

and this is Judge Seo opinion…

 

 

Matt Cutts leaving Google.

…for a few months.

Thought his Blog, Matt has announced a deserved vacation lasting a few months “till october”.

So we’re going to take some time off for a few months. My leave starts next week. Currently I’m scheduled to be gone through October. Thanks to a deep bench of smart engineers and spam fighters, the webspam team is in more-than-capable hands. Seriously, they’re much better at spam fighting than I am, so don’t worry on that score.

Google is a company that allows a key figure like Matt Cutts to take 4 months of vacation: other companies, take note and copy them.

Unfortunately

The news is creating some panic, probably because some people translate “extended leave” as “i’m going away for good”.

 

Calm down guys!

Let’s wish Matt an happy holiday and let’s remember what happens when people spend to much time inside the Spam team 😀

14542771073_1b54bf8130_h

Faster than light ! How the geographical position influence a website performances

Update february 2015

i’ve been contacted by Dotcom Tools and they told me that they offer a free test service to check the speed of your website from 20 different locations worldwide!

Have a look! 

it’s pretty neat!


 

Oh my goodness, it’s already July, how time passes.

Without futher delay i would like to present a little speed test i’ve done some weeks ago, i hope it’s still interesting.

The premises

Google pagespeed insights it’s a web service by Google which should grade the performances of web page. It’s a nice tool for novices but it’s very basic and the results produced are lacking in accuracy and context.

As every tool, it must used with discretion, don’t turn off your precious neurons just because Google says so.

Faster and Faster, but it’s really necessary?

Google has stressed time and time that a quick website is fundamental requirement in order to have better results, in terms of user experience.

I will not enter into the details, but a quick user experience means a “relative improvement” of your ranking, meaning that your slower competitors will probably see a decrease in visibility (and sales).

Speed it’s not a silver bullet to rank better: you still need good content, properly structured navigation and of course links.

Think also in terms of sales, an article on Fast Company published in 2012 said:

Surprising as all this may be, the implications of this impatience are even more shocking. Amazon’s calculated that a page load slowdown of just one second could cost it $1.6 billion in sales each yearGoogle has calculated that by slowing its search results by just four tenths of a second they could lose 8 million searches per day–meaning they’d serve up many millions fewer online adverts.

Questions ?

Server response time

One particular aspect of a page performances is “server response time”. I will quote directly from the Google guidelines:

Server response time measures how long it takes to load the necessary HTML to begin rendering the page from your server, subtracting out the network latency between Google and your server. There may be variance from one run to the next, but the differences should not be too large. In fact, highly variable server response time may indicate an underlying performance issue.

One aspect that had me worried is this part of the description:
the network latency between Google and your server

Why ? because i’m an italian guy and i do international Seo! If my clients servers are based in Europe and the Google Pagespeed is based in California, is it possible that the network latency is creating inaccurate reports of “slow response time” ?

One particular aspect i wanted to test is the “time to first byte“.  (TTFB), the time required to get the first byte to render on the client  browser.

According to serverfault, it’s depend on:

DNS Lookup: Definition: Find the IP address of the domain Improve: more numerous/distributed/responsive DNS servers

Connection time: Definition: Open a socket to the server, negotiate the connection Improve: typical value should be around ‘ping’ time – a round trip is usually necessary

Waiting: Definition: initial processing required before first byte can be sent Improve: This is where your improvement should be – it will be most significant for dynamic content.

Theory and experiments

Being a geek and a skeptic, i decided i had to measure the amount of delay caused by network latency.

The services used for the experiments were:
gtmetrix.com: Gtmetrix is a very fast tool to measure pagespeed. It’s not my favourite, but it’s reaaaally quick and never crowded. By becoming a registered user, Gtmetrix allowed me to test the performance from different server locations. (Dallas and London)

  • Digital Ocean: Digital Ocean is a unique server provider. They allows you to create pre-configured virtual servers with several configuration, called “droplets“, quickly and effortlessly. I decided to use them, because they have several server locations… and you can move your “websites” around the world! How? Thanks to the concept of “frozen images”.

It may sound strange to non-coders but each droplet can be “frozen” in time, creating a perfect backup (called “snapshot”), which can be restored in a matter of minutes.

One particular characteristic (not unique to Digital Ocean) is that it’s possible to move the backup to another data center and restore the snapshot, effectively changing country.

It's easy, fast and cool
It’s easy, fast and cool

My process was:

  • create a droplet in the USA
  • measure the performance using gtmetrix from Dallas
  • measure the performance using gtmetrix from London
  • measure the performance using gtmetrix from San Paolo
  • measure the performance using gtmetrix from Sidney
  • move the droplet to Europe (Amsterdam)
  • measure the performance as above
  • move the droplet to Singapore
  • measure the performance as above
  • pour me a tea (mandatory)

The test environment

According to the Google Guidelines

You should reduce your server response time under 200ms. There are dozens of potential factors which may slow down the response of your server: slow application logic, slow database queries, slow routing, frameworks, libraries, resource CPU starvation, or memory starvation

in order to mitigate those factors the test environment included:

  • Droplet: 512MB RAM / 1 CPU / 20 GB SSD disk
  • Configuration: Ubuntu Linux 14.04 X64 pre-configured
  • A single responsive (bootstrap) php page,
  • Some text and 3 jpg images (50kb each)
  • The php page did a single query to a SQLite db, in order to populate a dropdown list.
  • Since digital Ocean map the droplets on an ip address, i was able to call it directly without doing any DNS resolve.
  • Each combo of hosting/client was checked 5 times during an hour in order to avoid temporary network problems.

The results

You'd better stay close
You’d better stay close

Best case scenarios per city

  • User in Sao Paulo -> Hosting in San Francisco
  • User in Sidney -> Hosting in Singapore
  • User in Dallas -> Hosting in San Francisco
  • User in London -> Hosting in Amsterdam

Worst case scenarios per city

  • User in Sao Paulo -> Hosting in Singapore
  • User in Sidney -> Hosting in Amsterdam
  • User in Dallas -> Hosting in Singapore
  • User in London -> Hosting in Singapore

Final considerations

My study doesn’t take into consideration multiple aspects, like rendering time or the use of CDN to parallelize content loading.

What i wanted to  do was evaluate if having a server close to your customers, may drastically change the perception of the website.

the answer is “yes” of course and it’s backed by real data.

So in my opinion, you should choose and hosting which is not only quick but also close to your target audience!