Caso da analizzare 1: Reputation Management

by Andrea Scarpetta on March 1, 2010

Questo è uno dei progetti di analisi , che beneficiano dell’offerta speciale di febbraio (vedere link sulla mia pagina facebook per i dettagli).

Una volta che la nostra reputazione viene fatta a pezzi online, rimettere insieme i cocci non è facile o veloce.

La richiesta è stata relativa ad un blog aziendale e in particolare:

“In pratica al mio capo sta sul ***** il fatto che digitando il suo nome esce per primo un articolo terribile su di lui, mentre questo blog è in terza posizione…Tu che dici? Ha speranze di farcela sto blog?”

Per ragioni di privacy (salvo non venga diversamente indicato) ometto il link, ma si tratta di un blog multiutente dove ci scrivono varie persone.

Dove risiede il problema

La reputazione personale è un capitale. Si fa presto a dire “io me ne frego di quello che dice la gente su internet” ma quando una opinione si presenta nei primi 10 risultati di Google, allora le cose cambiano! Un mio vecchio motto era “se lo trovi su google, vuol dire che è vero” e temo che per molte persone sia ancora attuale, perchè non sanno distinguere tra una fonte ufficiale e un sito di opinioni.

Se poi la comunicazione risiede su un sito con un forte valore di “fiducia” da parte dei motori (alcuni esempi: wordpress.com, squidoo.com, blogspot.com, ecc…) allora scalare questo articolo con un sito “poco rilevante” diventa quasi impossibile.

La soluzione: personal brand alla massima velocità

La persona in oggetto deve affermare il proprio nome e cognome come brand. Dopotutto se mi interessa sapere cosa pensa di me la gente, devo pensare che la gente mi cercherà con “nome cognome” su google e non con “il tizio che conosco e vive vicino all’ortofrutta ma si occupa di impianti a gas”.

Inoltre l’ideale è cercare di occupare più posizioni possibile nei risultati di google, perchè l’80% delle persone si ferma alla prima pagina di risultati. Se riesco a conquistarmi tutte le prime 5 posizioni, la maggior parte dell’attenzione di chi mi cerca si focalizzerà su quelle!

Cosa dovrebbe fare quindi questa persona nel dettaglio ?

- deve registrarsi un sito con il suo nome e cognome (.it) e metterci qualche articolo sopra, una presentazione, un curriculum vitae, insomma CONTENUTO e farlo diventare la sua pagina ufficiale. Il contenuto è importante, se ci sono articoli che vanno smentiti, bisogna indicarli e smentirli in  maniera ufficiale e professionale (meglio consultarsi con un esperto di PR in quel senso). Il link all’articolo diffamatorio, mettiamolo in nofollow, giusto per non dargli una visibilità aggiuntiva!

- Io Inoltre suggerirei di usare un servizio come www.knowem.com per fargli registrare TUTTI i profili social esistenti, in modo da bloccarsi il proprio nome e cognome da atti di vandalismo online e evitare i “cloni” di identità. Molti di questi profili di social network tendono a posizionarsi molto bene e mettendo in ognuno il sito ufficiale, si creano un numero elevatissimo di rimandi al sito.

- farei modificare tutti i link esistenti in maniera da mettere nell’anchor text il nome e cognome (se possibile)

- creerei una serie di pagine, relative al brand personale,su servizi indipendenti (squidoo, wordpress, ecc..) linkate tra di loro, per scalzare via il commento negativo dalla prima pagina.

- creerei un profilo twitter e una fan page su facebook, per tenersele riservate, anche se non li usa. Però se davvero è un problema di reputazione molto grosso (es: Tiger Woods) userei queste risorse al massimo per creare attenzione e trasparenza.

Questo è tutto, certo comporta del lavoro, del tempo e delle risorse… ma la reputazione online ha un valore e mantenerla più che un costo, sopratutto nel mondo del lavoro, è un investimento che si ripaga nel tempo!

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