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	<title>Andrea Scarpetta &#187; Italiano</title>
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	<description>Zen Internet Marketer</description>
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		<title>Posizionamento sui motori di ricerca e la guerra dei mondi: cosa hanno in comune ?</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 23:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scarpetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Seo]]></category>
		<category><![CDATA[amministrazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione.]]></category>
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		<description><![CDATA[Cosa hanno in comune il mio lavoro con il titolo uno dei libri di fantascienza più classici ? Sempre più spesso nel mio ruolo di consulente, mi trovo a dover fornire il servizio di posizionamento a realtà già esistenti da diverso tempo. Diciamo che si tratta nella maggior parte dei casi di ditte che Hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p><strong>Cosa hanno in comune il mio lavoro con il titolo uno dei libri di fantascienza più classici ? </strong></p>
<p>Sempre più spesso nel mio ruolo di consulente, mi trovo a dover fornire il servizio di posizionamento a realtà già esistenti da diverso tempo. Diciamo che si tratta nella maggior parte dei casi di ditte che</p>
<ul>
<li>Hanno un sito, magari rifatto da poco tempo</li>
<li>Non hanno risultati</li>
<li>Non sanno come uscire da questa situazione</li>
</ul>
<p>In questi casi intervengo io, il &#8220;<strong>Seo</strong>&#8220;, contattato mediante sito o più spesso mediante il <strong>passaparola</strong>, mi viene chiesto di fare una &#8220;<strong>consulenza SEO</strong>&#8220;.</p>
<p>In questi casi mi trovo ad interagire con diverse figure, a seconda dei casi ci sono:</p>
<ul>
<li><strong>L&#8217;imprenditore o consiglio di amministrazione: </strong>Vuole dei risultati oppure un capro espiatorio. Nel caso delle piccole e medie imprese è quasi sempre il &#8220;responsabile del marketing&#8221;.</li>
<li><strong>Il grafico interno o esterno: </strong>Cura l&#8217;immagine coordinata dell&#8217;azienda, produce brochures, cataloghi. E all&#8217;occorrenza fa siti internet.</li>
<li><strong>Il programmatore interno o esterno</strong>: Mantiene in vita il gestionale aziendale o cura l&#8217;IT aziendale. All&#8217;occorrenza crea sistemi di gestione dei contenuti (CMS) per siti internet.</li>
</ul>
<h2>L&#8217;inizio del sogno</h2>
<p>Generalmente questi &#8220;mondi&#8221; cercano di unire gli sforzi per realizzare un sito internet che funzioni, mentre alla lunga si ritrovano in guerra e la vittima è l&#8217;azienda, che in generale soffre. E soffre perchè la visibilità non aumenta a fronte di notevoli costi in termini di tempo e soldi. In questi casi viene chiamato il<strong> consulente esterno SEO</strong> e gli si chiede di tirare fuori la bacchetta magica per far cessare la guerra e portare l&#8217;amore e la speranza alla <strong>visibilità aziendale</strong>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 334px">
	<img title="Il consulente Seo mentre protegge la visibilità aziendale" src="http://farm5.static.flickr.com/4069/4696212297_278fed7363.jpg" alt="4696212297 278fed7363 Posizionamento sui motori di ricerca e la guerra dei mondi: cosa hanno in comune ? " width="334" height="500" />
	<p class="wp-caption-text">Osservate il consulente Seo lacero, ferito e contuso nel tentativo di salvare e proteggere la visibilità aziendale </p>
</div>
<h2>Il brusco ritorno alla realtà</h2>
<p>Purtroppo le cose non sono mai così facili, perchè il Seo si trova di fronte una serie di ostacoli, sopratutto perchè <strong>8 volte su 10</strong> il lavoro fatto in precedenza è inadeguato o semplicemente sbagliato. Quasi sempre mi trovo nel dover dire al cliente &#8220;<strong>E&#8217; tutto da rifare</strong>&#8220;. Non è affatto piacevole dover dire a qualcuno che il tempo e i soldi investiti sono stati <strong>sprecati</strong>.  Spesso le scelte operate a livello di <strong>comunicazione</strong> o di <strong>architettura delle informazioni </strong>sono completamente prive di senso logico.</p>
<p>A quel punto gli scenari possibili in genere sono due:</p>
<ul>
<li><strong>Ci dica come muoverci</strong>: presi dalla rassegnazione le parti di cui sopra si ungono il capo e decidono di collaborare. In questi casi cerco di trasmettere più entusiasmo possibile, perchè io ho dell&#8217;esperienza da trasmettere e anche se <strong>non posso garantire posizionamenti</strong>, posso almeno <strong>assicurare risultati </strong>degni di nota.</li>
<li><strong>Le faremo sapere</strong>: in questi casi la ditta incamera il mio preventivo e chiaramente chiede ad altri consulenti. Poi prende quello che <strong>costa meno</strong> o quello che ha l&#8217;account con le <strong>tette più grosse</strong>. (certo! capita anche così, alcune ditte cercano solo di vendere e assumono venditrici procaci). Non mi scandalizzo perchè  da questi lavori al risparmio non ho una crescita della <strong>qualità</strong> del portfolio clienti.</li>
</ul>
<h2>E le altre 2 volte su 10 ? Riparte il conflitto &#8230;</h2>
<p>Quando il sito è &#8220;lavorabile&#8221; bisogna ritrovarsi in diverse riunioni di progettazione. Nelle piccole aziende in genere l&#8217;imprenditore decide e gli altri si adeguano. Quando cresce la dimensione, i sottoposti cominciano ad <strong>alzare la voce</strong> per mantenere i propri privilegi&#8230; perchè sembra che il <strong>consulente SEO sia una minaccia</strong>.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 400px">
	<img class=" " src="http://www.tmrap.com/avatars/5-roaring-lion.jpg" alt="L'urlo del consulente Seo terrorizza l'organigramma" width="400" title="Posizionamento sui motori di ricerca e la guerra dei mondi: cosa hanno in comune ? " />
	<p class="wp-caption-text">L&#39;urlo del consulente Seo terrorizza l&#39;organigramma</p>
</div>
<p>Come se fossimo nella Savana, il leone SEO sfida il capobranco del reparto con la sua strafottenza. Questi ruggisce per intimargli di rispettare il territorio&#8230; insomma, di queste crisi di insicurezza ne ho già viste parecchie e non solo a SuperQuark. Il <strong>grafico ha paura</strong> che io vada a giudicare il suo gusto estetico e messo di fronte a standard moderni risulti &#8220;fuori moda&#8221;. Il <strong>programmatore ha paura</strong> che vada a compararlo con canoni attuali e di risultare obsoleto. E l&#8217;<strong>imprenditore ovviamente non sa che pesci pigliare</strong>, perchè i suoi fidi collaboratori <strong>temporeggiano</strong> o <strong>ostacolano</strong> la procedura di ottimizzazione del sito.</p>
<h2>E il consulente SEO che fa ?</h2>
<p>Se ancora non è stato massacrato dalle tasse, avendo fatto una serie di tentativi, rimette l&#8217;incarico dopo aver scritto una serie di relazioni dettagliate sulle problematiche e sui modi di risolverli.  L&#8217;esperienza mi ha insegnato che se <strong>dopo 30 giorni </strong>che ho presentato una relazione sulle problematiche e sulle soluzioni proposte, non ci sono ancora stati dei lavori di adeguamento, <strong>rimetto l&#8217;incarico</strong>.</p>
<p>Preferisco di gran lunga uscire di scena facendo capire che sono un <strong>consulente</strong> <strong>esterno e non voglio diventare il capro espiatorio </strong>(di cui si diceva all&#8217;inizio dell&#8217;articolo).</p>
<h2><strong>Vengo in pace!</strong></h2>
<p>Se invece le persone riescono ad avere un atteggiamento <strong>maturo</strong> e <strong>collaborativo</strong>, allora ci sono le basi per un bel lavoro. Il risultato di questa <strong>comunicazione</strong> <strong>rilassata</strong> è che il sito finalmente decolla, arrivano richieste e prenotazioni, il programmatore ritorna alle sue incombenze normali, il grafico torna a produrre cataloghi e brochures, l&#8217;imprenditore fattura a nuovi clienti e io incasso la mia parcella.</p>
<p>E vissero felici e contenti.</p>
<p><strong>aggiornamento</strong>: c&#8217;è un interessante articolo che spiega perchè i <a title="why seo are hated" href="http://www.davidnaylor.co.uk/why-seos-are-hated.html">SEO SONO ODIATI</a> dal resto del mondo, dal blog di David Naylor (un importante esperto del nostro campo a livello internazionale). L&#8217;articolo è in inglese, ma fa capire che &#8220;tutto il mondo è paese&#8221;.</p>
<div class="shr-publisher-133"></div>]]></content:encoded>
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		<title>In viaggio&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Apr 2010 20:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scarpetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[palermo]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani si parte per l&#8217;America, destinazione Tampa Bay, per la mia terza conferenza dedicata al search marketing e ai Social Media, nel giro di 2 anni circa. (la prima è stata a ottobre 2008) Sarà probabilmente l&#8217;ultimo viaggio di questo genere per un pò di tempo: dovendomeli pagare io, il cambio con il dollaro è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div class="wp-caption alignright" style="width: 120px">
	<img src="http://searchsocialsummit.com/badge/SME-attending-Badges-large.png" alt="Search And Social Summit" width="120" height="240" title="In viaggio..." />
	<p class="wp-caption-text">I migliori eventi a cui abbia mai partecipato...</p>
</div>
<p>Domani si parte per l&#8217;America, destinazione Tampa Bay, per la mia terza conferenza dedicata al search marketing e ai Social Media, nel giro di 2 anni circa. (la prima è stata a ottobre 2008)</p>
<p>Sarà probabilmente l&#8217;ultimo viaggio di questo genere per un pò di tempo: dovendomeli pagare io, il cambio con il dollaro è diventata una discreta mazzata. Finchè l&#8217;Euro valeva 1.5 dollari si poteva viaggiare relativamente bene, spendendo poco come vitto e alloggio.  Ora il tutto diventa molto più oneroso quindi&#8230;<strong> o il prossimo evento lo farò in quanto abitante dall&#8217;altra parte dell&#8217;Oceano, oppure passerà molto più tempo&#8230;.</strong></p>
<p>D&#8217;altra parte se voglio vivere in un posto sufficientemente caldo,  dove la gente sia abbastanza vivace, dove si mangi bene e non nevichi mai&#8230; potrei anche decidere di stabilirmi a Palermo <img src='http://www.andreascarpetta.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' title="In viaggio..." /> </p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 180px">
	<a title="Sosta Vietata - No Parking" href="http://flickr.com/photos/50432872@N00/2885776059"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3274/2885776059_83b49bcb22_m.jpg" alt="2885776059 83b49bcb22 m In viaggio..." width="180" height="240" title="In viaggio..." /></a>
	<p class="wp-caption-text">Uno dei classici viottoli di Palermo... </p>
</div>
<p>Non gufatemi troppo in questi giorni, sono bravissimo a causarmi problemi da solo <img src='http://www.andreascarpetta.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="In viaggio..." /> </p>
<div class="shr-publisher-105"></div>]]></content:encoded>
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		<title>I like Facebook (col beneficio del dubbio)</title>
		<link>http://www.andreascarpetta.com/i-like-facebook-col-beneficio-del-dubbio/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 10:50:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scarpetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[polipo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sto provando ad integrare i nuovi widget di Facebook, a seguito dell&#8217;evento F8. (lo vedete nella barra laterale) Sembrano innovazioni interessanti, leggete l&#8216;articolo di Robert Scoble per una panoramica e seguite i  link presenti nell&#8217;articolo per approfondire. Nel bene o nel male, Facebook è destinato ad evolversi a differenza di quella pattumiera di Myspace.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><div class="wp-caption alignright" style="width: 240px">
	<a title="Tentacles" href="http://flickr.com/photos/33423611@N00/2228598916"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2323/2228598916_a5694a2723_m.jpg" alt="2228598916 a5694a2723 m I like Facebook (col beneficio del dubbio)" width="240" height="240" title="I like Facebook (col beneficio del dubbio)" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Facebook si sta estendendo in varie direzioni...</p>
</div>
<p>Sto provando ad integrare i nuovi widget di Facebook, a seguito dell&#8217;evento F8. (lo vedete nella barra laterale)</p>
<p>Sembrano innovazioni interessanti, leggete l<a href="http://scobleizer.com/2010/04/22/facebook-ambition/">&#8216;articolo di Robert Scoble</a> per una panoramica e seguite i  link presenti nell&#8217;articolo per approfondire.</p>
<p>Nel bene o nel male, Facebook è destinato ad evolversi a differenza di quella pattumiera di Myspace.</p>
<div class="shr-publisher-102"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Caso da analizzare 1: Reputation Management</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:38:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scarpetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[reputation management]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è uno dei progetti di analisi , che beneficiano dell&#8217;offerta speciale di febbraio (vedere link sulla mia pagina facebook per i dettagli). La richiesta è stata relativa ad un blog aziendale e in particolare: &#8220;In pratica al mio capo sta sul ***** il fatto che digitando il suo nome esce per primo un articolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Questo è uno dei progetti di analisi , che beneficiano dell&#8217;offerta speciale di febbraio (vedere link sulla mia pagina facebook per i dettagli).</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 240px">
	<a title="Light of the moon" href="http://flickr.com/photos/90794078@N00/2433646206"><img src="http://farm3.static.flickr.com/2216/2433646206_0219bea4f5_m.jpg" alt="2433646206 0219bea4f5 m Caso da analizzare 1: Reputation Management" width="240" height="160" title="Caso da analizzare 1: Reputation Management" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Una volta che la nostra reputazione viene fatta a pezzi online, rimettere insieme i cocci non è facile o veloce.</p>
</div>
<p>La richiesta è stata relativa ad un blog aziendale e in particolare:</p>
<p style="padding-left: 30px;">&#8220;In pratica al mio capo sta sul ***** il fatto che digitando il suo nome esce per primo un articolo terribile su di lui, mentre questo blog è in terza posizione&#8230;Tu che dici? Ha speranze di farcela sto blog?&#8221;</p>
<p>Per ragioni di privacy (salvo non venga diversamente indicato) ometto il link, ma si tratta di un blog multiutente dove ci scrivono varie persone.</p>
<p><strong>Dove risiede il problema</strong></p>
<p><strong>La reputazione personale è un capitale.</strong> Si fa presto a dire &#8220;io me ne frego di quello che dice la gente su internet&#8221; ma quando una opinione si presenta nei primi 10 risultati di Google, allora le cose cambiano! Un mio vecchio motto era &#8220;<strong>se lo trovi su google, vuol dire che è vero</strong>&#8221; e temo che per molte persone sia ancora attuale, perchè non sanno distinguere tra una fonte ufficiale e un sito di opinioni.</p>
<p>Se poi la comunicazione risiede su un sito con un forte valore di &#8220;fiducia&#8221; da parte dei motori (alcuni esempi: wordpress.com, squidoo.com, blogspot.com, ecc&#8230;) allora scalare questo articolo con un sito &#8220;<strong>poco rilevante</strong>&#8221; diventa quasi impossibile.</p>
<p><strong>La soluzione: personal brand alla massima velocità</strong></p>
<p>La persona in oggetto deve affermare il proprio nome e cognome come brand. Dopotutto se mi interessa sapere cosa pensa di me la gente, devo pensare che la gente mi cercherà con &#8220;<strong>nome cognome</strong>&#8221; su google e non con &#8220;il tizio che conosco e vive vicino all&#8217;ortofrutta ma si occupa di impianti a gas&#8221;.</p>
<p>Inoltre l&#8217;ideale è cercare di occupare più posizioni possibile nei risultati di google, perchè l&#8217;80% delle persone si ferma alla prima pagina di risultati. Se riesco a conquistarmi tutte le prime 5 posizioni, la maggior parte dell&#8217;attenzione di chi mi cerca si focalizzerà su quelle!</p>
<p>Cosa dovrebbe fare quindi questa persona nel dettaglio ?</p>
<p>- <strong>deve registrarsi un sito con il suo nome e cognome (.it)</strong> e metterci qualche articolo sopra, una presentazione, un curriculum vitae, insomma CONTENUTO e farlo diventare la sua <strong>pagina ufficiale</strong>. Il contenuto è importante, se ci sono articoli che vanno smentiti, bisogna indicarli e smentirli in  maniera ufficiale e professionale (meglio consultarsi con un esperto di PR in quel senso). Il link all&#8217;articolo diffamatorio, mettiamolo in nofollow, giusto per non dargli una visibilità aggiuntiva!</p>
<p>- Io Inoltre suggerirei di usare un servizio come <a title="Knowem" href="http://www.knowem.com"><strong>www.knowem.com</strong></a> per fargli <strong>registrare TUTTI i profili social</strong> esistenti, in modo da bloccarsi il proprio nome e cognome da atti di vandalismo online e evitare i &#8220;cloni&#8221; di identità. Molti di questi profili di social network tendono a posizionarsi molto bene e mettendo in ognuno il sito ufficiale, si creano un numero elevatissimo di rimandi al sito.</p>
<p>- farei <strong>modificare tutti i link esistenti</strong> in maniera da mettere nell&#8217;anchor text il nome e cognome (se possibile)</p>
<p>- creerei una <strong>serie di pagine</strong>, relative al brand personale,su servizi indipendenti (squidoo, wordpress, ecc..) linkate tra di loro, per scalzare via il commento negativo dalla prima pagina.</p>
<p>- <strong>creerei un profilo twitter e una fan page su facebook</strong>, per tenersele riservate, anche se non li usa. Però se davvero è un problema di reputazione molto grosso (es: Tiger Woods) userei queste risorse al massimo per creare attenzione e trasparenza.</p>
<div>Questo è tutto, certo comporta del lavoro, del tempo e delle risorse&#8230; ma la reputazione online ha un valore e mantenerla più che un costo, sopratutto nel mondo del lavoro, è un investimento che si ripaga nel tempo!</div>
<div class="shr-publisher-80"></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Monitorare il marketing su web: &#8220;Ma Quanto mi clicchi?&#8221;</title>
		<link>http://www.andreascarpetta.com/monitorare-il-marketing-su-web-ma-quanto-mi-clicchi/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 22:28:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scarpetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre più spesso si usano i social media per la diffusione dei contenuti: parliamo di youtube, facebook, twitter e compagnia bella (che spesso passa sotto i radar). Partendo dal presupposto che, nell&#8217;ottica del marketing su web,  è importantissimo fare un contenuto che sia coinvolgente e originale, un problema da non sottovalutare è proprio capire quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Sempre più spesso si usano i social media per la diffusione dei contenuti: parliamo di youtube, facebook, twitter e compagnia bella (che spesso passa sotto i radar).</p>
<p>Partendo dal presupposto che, nell&#8217;ottica del marketing su web,  è <strong>importantissimo </strong>fare un contenuto che sia <strong>coinvolgente e originale</strong>, un problema da non sottovalutare è proprio capire <strong>quanto questo messaggio viene diffuso nella rete.</strong></p>
<blockquote><p><strong>Nota bene:</strong> se il contenuto non è davvero valido, il passaparola difficilmente ci sarà.</p></blockquote>
<p><strong>&#8220;Repetita Juvant&#8221; si spera</strong>, ma ho visto fin troppi tentativi maldestri di saltare sulla carrozza dei social media, come capitava nel 2000 quando tutte le ditte volevano avere &#8220;il sito internet&#8221; e nessuno ne capiva il senso.</p>
<p>Il risultato è che sono stati persi ingenti volumi di soldi in consulenze inutili e ora ci sono ditte che hanno un sito statico da 5 anni e provano a usare i social media per imitazione, come degli scimpanzè, cercando di imitare altre realtà aziendali.</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Anche se in questi casi sopra citati il fallimento è palese, alla fine si vive nell&#8217;ignoranza,</span> perchè non c&#8217;è modo <span style="font-weight: normal;">di avere di </span>monitorare l&#8217;andamento del passaparola&#8230;</strong></p>
<p><strong>O forse c&#8217;e&#8217; questo modo ? </strong></p>
<p>Sorpresa! Esistono vari modi e senza stare a scomodare grossi nomi come <a href="http://it.nielsen.com/site/index.shtml">Nielsens Netratings</a>, che è irraggiungibile per le piccole e medie aziende, ci sono servizi che consentono di fare <strong>l&#8217;url shortening</strong> da utilizzare per questa necessità.</p>
<p><strong>Url che ? </strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">L&#8217;</span><span style="font-weight: normal;">url shortening</span><span style="font-weight: normal;"> è un servizio che dato un indirizzo web </span><span style="font-weight: normal;">molto lungo</span><span style="font-weight: normal;">, come quello di questo articolo, è in grado di ridurlo ad una versione ridotta, come questa: <a href="http://bit.ly/6gW90z">http://bit.ly/6gW90z</a> (potete anche cliccarci sopra, tornerete in cima alla pagina)</span></strong></p>
<blockquote><p><span style="font-weight: normal;"><strong>L&#8217;url shortening è invisibile per l&#8217;utente che ci clicca sopra!</strong></span></p></blockquote>
<p>La necessità di questa riduzione deriva dal social network <a href="http://www.twitter.com">twitter</a>, che ha una dimensione massima dei messaggi di <strong>140 caratter</strong>i: ecco che quindi risparmiare caratteri con questo sistema consente di <strong>scrivere più testo</strong>.</p>
<p>In una mossa molto lungimirante, twitter ha comprato il servizio <a href="http://bit.ly">Bit.ly</a> e lo ha messo <strong>gratuitamente </strong>a disposizione di chiunque si registri.</p>
<p>Ma questo problema<strong> non si pone su facebook o su youtube o anche in email</strong>, dove abbiamo tutto lo spazio di questo mondo: <strong>perchè dovremmo usare Bit.ly</strong>?</p>
<p><strong>Controllare la pandemia</strong></p>
<p>La risposta la si può avere registrandosi e provando a diffondere un pò di indirizzi in rete: <strong>gli utenti vengono tracciati quando cliccano sul link! </strong>Quindi se anche un utente gira la mia segnalazione a due suoi amici e questi poi la pubblicano su facebook e poi viene ripresa da twitter e friendfeed, insomma tutti questi utenti vengono monitorati e ho anche un grafico dell&#8217;andamento temporale del &#8220;gossip&#8221;.</p>
<p><strong>Ecco che quindi ho un&#8217;idea molto più precisa di quanto la mia comunicazione è stata efficace</strong>.  O se appartengo alla categoria dei dilettanti che apre una pagina su facebook tanto &#8220;ci sono tutti su facebook&#8221;.</p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Si è vero, ci sono tante persone su facebook, ma se ora abbiamo la prova numerica che la mia comunicazione fa schifo, forse è il caso di affidarla a gente che se ne intende&#8230;</span></strong></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><strong>Un ultimo consiglio su Bit.ly</strong></span></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Registrandosi è possibile creare degli indirizzi personalizzati che sono meno &#8220;strani&#8221; per l&#8217; utente finale. Anche questo è gratuito, per cui vi consiglio di crearvi degli indirizzi personalizzati tipo: </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;"><br />
<a href="http://bit.ly/MonitorareClick">http://bit.ly/MonitorareClick</a> </span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Probabilmente Google mi ammazzerà per questi link a me stesso,  ma dovevo pur spiegare come funziona!<br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Buona Settimana!</span></strong></p>
<div class="shr-publisher-75"></div>]]></content:encoded>
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		<title>A cosa serve un &#8220;SEO&#8221; ? A cosa serve il &#8220;SEO&#8221; ?</title>
		<link>http://www.andreascarpetta.com/a-cosa-serve-un-seo-a-cosa-serve-il-seo/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 22:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scarpetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[business]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Il titolo di questo post è volutamente ambiguo, perchè nella terminologia comune &#8220;SEO&#8221; identifica sia l&#8217;attività svolta da una persona, sia il ruolo della persona stessa. Ma questo non vuole essere un articolo sulla terminologia tecnica del settore (tanto i neologismi, nascono e muoiono di continuo) quanto un invito alla riflessione. Il seo è l&#8217;attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Il titolo di questo post è volutamente ambiguo, perchè nella terminologia comune &#8220;SEO&#8221; identifica sia l&#8217;attività svolta da una persona, sia il ruolo della persona stessa. Ma questo non vuole essere un articolo sulla terminologia tecnica del settore (tanto i neologismi, nascono e muoiono di continuo) quanto un invito alla riflessione.</p>
<blockquote><p><strong>Il seo è l&#8217;attività con la quale si predispongono i siti web a raggiungere posizioni migliori sui motori di ricerca.</strong> (maggiori dettagli sulla <a href="http://www.mymovies.it/film/2008/labattagliadeitreregni/">wikipedia</a>).</p></blockquote>
<p>Generalmente questo è sufficiente per rispondere alla domanda &#8220;ma tu che lavoro fai&#8221; (che spesso è seguita da sguardi di terrore e</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 382px">
	<img class=" " title="Il seo serve per fare business" src="http://www.mercadeopaginasweb.com/images/servicio-seo-precios.jpg" alt="Inutile nascondersi dietro un sito, un SEO che non aumenta il business è uno spreco" width="382" height="286" />
	<p class="wp-caption-text">Inutile nascondersi dietro un sito, un SEO che non aumenta il business è uno spreco</p>
</div>
<p>silenzi imbarazzanti durante i quali si cerca di trovare delle parole sensate). Ma c&#8217;è una realtà che molte persone che lavorano in questo ambito, in Italia, non riescono ad afferrare.</p>
<p>Diversi colleghi con cui ho parlato sul social network chiamato <a href="http://www.friendfeed.com/">Friendfeed</a>, hanno una visione abbastanza delimitata di questa professione: il Seo è generalmente un <strong>consulente</strong> o un <strong>dipendente di una agenzia</strong>, che fornisce essa stessa consulenza. Insomma il seo è visto come un &#8220;<strong>servizio accessorio</strong>&#8220;.</p>
<p>Insomma è un opzione, che generalmente viene attivata quando &#8220;le cose non vanno bene&#8221; e sopratutto in questo periodo di crisi economica, il Seo è visto come una consulenza per cercare di migliorare la resa di sito internet.</p>
<p>In teoria è vero ed in parte è così, in realtà poi il &#8220;consulente Seo&#8221; si trova di fronte a situazioni diversissime, spesso si tratta di un campo di battaglia, dove per avere dei risultati bisogna lottare con il cliente o con l&#8217;art director o con l&#8217;addetto al marketing&#8230; o con l&#8217;imprenditore che raccoglie le tre figure su di se.</p>
<p>In realtà, data la <strong>situazione Italiana</strong>, questo &#8220;scontro di titani&#8221; è evitabile, <strong>cambiando completamente l&#8217;approccio al mercato.</strong></p>
<blockquote><p><strong>La situazione italiana è che il mercato è estremamente immaturo ed allo stesso tempo, estremamente diffidente. </strong></p></blockquote>
<p>Anni di qualunquismo e di tentativi dilettantistici, hanno finito per produrre un clima di disinteresse o aperta ostilità per chiunque provi a proporre ipotesi di web marketing. In genere l&#8217;imprenditore ha speso soldi per fare il sito web e <strong>non capisce perchè deve spenderne ancora</strong>.</p>
<p>Manca la percezione del valore aggiunto del Seo. Per questo la maggior parte delle persone non comprende che il lavoro di ottimizzazione è complesso, lungo e spesso continuativo nel tempo.</p>
<p>Oltre ai cialtroni di cui sopra, la colpa è anche un pò nostra, che continuiamo a parlare di &#8220;<strong>posizionamento siti</strong>&#8221; o &#8220;<strong>primo sui motori</strong>&#8220;. Sono punti di vista tecnici, in parte anche validi, ma che non vengono compresi dalla maggior parte dei clienti&#8230; per dirla in termini universali, bisogna dire cosi&#8217;:</p>
<blockquote><p><strong>Il Seo è un&#8217;attività che ha come scopo quello di incrementare il business o la notorietà del cliente nel suo mercato.</strong></p></blockquote>
<p>Ed e&#8217; questo che i clienti vogliono sapere, il resto è aria fritta: la maggior parte delle persone chiederà di uscire su google con <strong>una </strong><strong>keyword estremamente competitiva</strong> (es: viaggi sicilia) e non sarà soddisfatto finchè non vedrà questo risultato. Considerato che spesso ci sono contratti che includono delle garanzie al posizionamento, si può finire a litigare perchè non è stato raggiunto un risultato che il cliente desiderava. La maggior parte dei clienti finisce solo per <strong>ossessionarsi</strong> ed entra nella classica <strong>paranoia</strong> &#8220;<em>sto pagando per un servizio che non funziona</em>&#8220;.</p>
<p><strong>Questa situazione è</strong> <strong>sbagliata, alla base</strong>.</p>
<p>La realtà è che <strong>la maggior parte delle Piccole e Medie Imprese, non è pronta a questo approccio</strong>, perchè non sa di cosa ha bisogno. Non hanno all&#8217;interno una figura che si occupi del marketing aziendale, generalmente hanno dei &#8220;venditori&#8221;. A volte c&#8217;è l&#8217;imprenditore a capo di tutto che inquadra tutte queste figure. Pensate per esempio ad un bed &amp; Breakfast a gestione familiare! O ad una azienda agricola che produce olio o vino.</p>
<blockquote><p><strong>Come deve interagire il Seo con questi clienti ? Deve tralasciarli solo perchè non sono in grado di apprezzare una consulenza ? </strong></p></blockquote>
<p>Io credo di no. Anzi credo che ci siano le basi per una nuova forma di &#8220;collaborazione esterna&#8221;.</p>
<p>Il cliente vuole dei contatti commerciali, ma non è in grado prendere delle decisioni ?</p>
<p>Benissimo! <strong>Il ruolo del Seo (attività) è &#8220;far aumentare il business&#8221;</strong>, <strong>quindi il SEO (persona) porta nuovi contatti commerciali al cliente</strong>. Come ? <strong>Raccogliendo direttamente</strong> i contatti commerciali di persone interessate e <strong>rivendendoli direttamente al cliente. </strong></p>
<p>Per una persona di questo settore, mettere in piedi un sito informativo e portarlo in buone posizioni è, generalmente, una bazzeccola. Sopratutto se non deve scontrarsi con direttori creativi, managers, capi sezione, segretarie e tutti i &#8220;ritardanti&#8221; che rendono meno efficiente la lavorazione. Sopratutto se non rischia di mettere in crisi un sito istituzionale con le sue attività.  <span style="background-color: #ffffff;"> </span></p>
<p>Insomma il Seo (persona) lavora meglio, l&#8217;imprenditore riceve contatti commerciali interessati ai suoi prodotti senza dover investire un capitale iniziale. L&#8217;impresa cresce in maniera &#8220;Organica&#8221; (se i contatti si concretizzano, l&#8217;imprenditore ha nuovi fondi per comprare altri contatti) e si crea un circolo virtuoso che se applicato in grande stile, può far ripartire diversi settori a livello locale.</p>
<p>Voi cosa ne pensate ?</p>
<div class="shr-publisher-70"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Olivia, Marino e il Web: ovvero come la Pavesi affronta il web 2.0</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jun 2009 11:37:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scarpetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[olivia]]></category>
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		<description><![CDATA[Ecco una storia di &#8220;online Public Relation&#8221; tutta italiana e completamente personale. Premessa 1: Tra i tanti servizi web 2.0 che frequento, c&#8217;è anche Friendfeed che è una sorta di &#8220;circolo letterario&#8221; online dove si commentano pagine web, immagini, link utili, filmati, musica, eccetera. Insomma è un interessante gruppo di blogger italiani che commentano su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Ecco una storia di &#8220;online Public Relation&#8221; tutta italiana e completamente personale.</p>
<p><strong>Premessa 1</strong>: Tra i tanti servizi web 2.0 che frequento, c&#8217;è anche Friendfeed che è una sorta di &#8220;circolo letterario&#8221; online dove si commentano pagine web, immagini, link utili, filmati, musica, eccetera. Insomma è un interessante gruppo di blogger italiani che commentano su tutto e tutti.</p>
<p><strong>Premessa 2</strong>: Nella mia vita da lavoratore fuori regione, trasferitomi a Padova da inizio gennaio, mi capita di tornare a visitare i familiari piu&#8217; o meno 2 volte al mese. In questi viaggi in macchina spesso mi fermo in autogrill e nelle ultime volte ho scoperto ed imparato ad apprezzare un prodotto della <strong>Pavesi</strong>: le <strong>sfoglie </strong>della linea di prodotti &#8220;<strong>Olivia e Marino</strong>&#8220;.</p>
<p>Durante una delle mie serate su Friend Feed mi sono ritrovato a citare le qualità di queste sfoglie e con mia sorpresa sono stato contattato da un responsabile della Pavesi che mi invitata a visitare il sito di <a href="http://www.oliviaemarino.it/">Olivia e Marino</a> e partecipare alla loro iniziativa.</p>
<p><strong>Osservazione di Web marketing 1</strong>:  Una ditta che si premura di <strong>controllare se il proprio marchio viene menzionato in rete</strong>, è sicuramente molto più attenta ai consumatori della maggior parte dei competitor che non lo fanno. Questo sicuramente costituisce un vantaggio non da poco, perchè può tastare il polso del prodotto, scovare iniziative in cui promuoversi e in generale dare &#8220;supporto&#8221;. Il punto del supporto è un pò meno importante per una ditta che si occupa di prodotti alimentari, ma per ditte nel comparto tecnologico può essere vitale.</p>
<p><strong>Osservazione di web marketing 2</strong>: il sito di Olivia e Marino non è semplicemente una vetrina di prodotti, ma è un tentativo di creare una community online. Il sito propone infatti un concorso nel quale gli utenti mandano degli &#8220;itinerari gastronomici&#8221; e partecipano ad un concorso con dei premi. <strong>Buona idea</strong>, perchè gli &#8220;user generated content&#8221; sono quasi sempre scritti con una certa passione. Inoltre il sito si propone su diversi social network e questo può facilitare il passaparola digitale.</p>
<p>Ho chiesto alla persona della pavesi che mi ha contattato di spedirmi degli assaggi ed effettivamente mi hanno spedito una scatolona rossa, con dentro le sfoglie, gli sfilati e le schiacciate!</p>
<div id="attachment_64" class="wp-caption aligncenter" style="width: 300px">
	<img class="size-medium wp-image-64" title="Olivia e Marino Scatola dei prodotti" src="http://www.andreascarpetta.com/wp-content/uploads/2009/06/21052009247-300x225.jpg" alt="Olivia e Marino Scatola dei prodotti" width="300" height="225" />
	<p class="wp-caption-text">Olivia e Marino Scatola dei prodotti</p>
</div>
<p>Inutile aggiungere che i prodotti sono durati poco (dopotutto c&#8217;era solo una confezione per prodotto) perchè la qualità di questi snack è davvero alta. <strong>Le sfoglie in particolare, potrebbero essere un concorrente delle pringles: sono più buone, si possono mangiare in macchina, non sporcano cosi&#8217; tanto le dita</strong>&#8230; ma questo non è il mio settore <img src='http://www.andreascarpetta.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' title="Olivia, Marino e il Web: ovvero come la Pavesi affronta il web 2.0" />  Io mi occupo prevalentemente di promozione e in questo caso di degustazione !</p>
<div id="attachment_65" class="wp-caption aligncenter" style="width: 300px">
	<img class="size-medium wp-image-65" title="Degustazione Olivia e Marino in corso!" src="http://www.andreascarpetta.com/wp-content/uploads/2009/06/21052009249-300x225.jpg" alt="Degustazione Olivia e Marino in corso!" width="300" height="225" />
	<p class="wp-caption-text">Degustazione Olivia e Marino in corso!</p>
</div>
<p>In generale mi sento di approvare l&#8217;intero progetto, forse il numero di partecipanti al concorso non è molto elevato, 55 itinerari sottoposti al concorso non sono poi tantissimi&#8230; è anche vero che fare un itinerario (di tre tappe obbligatorie) richiede tempo, conoscenza, ricerca, quindi può aver dissuaso molti utenti dal partecipare.</p>
<blockquote><p>Magari la prossima edizione avrà un <strong>metodo semplificato per partecipare</strong>, tipo una raccolta di recensioni su dei punti di interesse gastronomico già geolocalizzati&#8230;</p></blockquote>
<div class="shr-publisher-60"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Vai dove sono i clienti: Pizza Hut si allea a Facebook</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 18:18:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Scarpetta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Zen and Business]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[guy kawasaki]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[notizia]]></category>
		<category><![CDATA[pizza a domicilio]]></category>
		<category><![CDATA[pizza hut]]></category>
		<category><![CDATA[target]]></category>

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		<description><![CDATA[Link fornito da Guy Kawasaki http://adage.com/digital/article?article_id=132322 E&#8217; di poche ore fa la notizia molto interessante che Pizza Hut creerà una applicazione facebook per consentire agli utenti di ordinare la pizza a domicilio! Pizza hut non è nuova a iniziative che coinvolgano la rete, ma la decisione di usare facebook può sembrare alquanto particolare. Chi ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Link fornito da <a title="Guy Kawasaki" href="http://www.guykawasaki.com">Guy Kawasaki</a></p>
<p><a title="Pizza hut sposa la causa di facebook" href="http://http://adage.com/digital/article?article_id=132322">http://adage.com/digital/article?article_id=132322</a></p>
<p>E&#8217; di poche ore fa la notizia molto interessante che Pizza Hut creerà una applicazione facebook per consentire agli utenti di ordinare la pizza a domicilio! Pizza hut non è nuova a iniziative che coinvolgano la rete, ma la decisione di usare facebook può sembrare alquanto particolare.</p>
<p><strong>Chi ha tempo non aspetti tempo..</strong></p>
<p>Il ragionamento è semplice: Il tempo che le persone passano su facebook è sempre maggiore, per cui perchè non sfruttare questa piattaforma per semplificare la vita ? In fondo quando sei registrato su facebook hai un profilo più o meno dettagliato e se basta un click per ordinare le pizze senza neanche uscire da facebook&#8230;  </p>
<div id="attachment_51" class="wp-caption alignright" style="width: 255px">
	<a href="http://www.andreascarpetta.com/wp-content/uploads/2008/11/50-pizzahutemusic-111008.jpg" rel="lightbox"><img class="size-full wp-image-51" title="Pizza Hut and Facebook" src="http://www.andreascarpetta.com/wp-content/uploads/2008/11/50-pizzahutemusic-111008.jpg" alt="Pizza Hut ally with Facebook" width="255" height="191" /></a>
	<p class="wp-caption-text">Pizza Hut ally with Facebook</p>
</div>
<p> </p>
<p> </p>
<p><strong>La regola occulta della pigrizia</strong></p>
<p>Fornisci all&#8217;utente un percorso di navigazione veloce e sicuro e quasi sicuramente lo seguirà. E&#8217; una questione di usabilità semplificata: il link funziona meglio dell&#8217;inserimento manuale perchè non si sbaglia e basta una mano sola a seguirlo, mentre con l&#8217;altra ci si può grattare la testa o prende patatine da un sacchetto o farsi un massaggio sul collo. </p>
<p>Insomma il tempo degli utenti è limitato: è naturale che scelgano l&#8217;opzione piu&#8217; semplice e veloce! E questa pensata da Pizza hut è una interessante scorciatoia, anche considerando che il loro target è molto giovane e quindi è molto più suscettibile alle opportunità della rete.</p>
<div class="shr-publisher-48"></div>]]></content:encoded>
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