Content writing: recensione di scribox e melascrivi

Da anni Google (e Bing) ce lo ripetono. Ce lo dicono i blogger. Ce lo dice Matt Cutts (assieme al team di controllo della qualità dei risultati). Io non ne sono completamente convinto ma…

The content is the king

Viva La monarchia ?

vabbè, tralasciando le opinioni personali che magari saranno parte di un post futuro, approfitto di questi giorni di vacanza con computer appresso, per scrivere una breve comparazione tra due servizi di “content writing“, ossia scrittura di contenuti testuali tramite copywriters “a consumo”: Melascrivi e Scribox.

L’antenato di entrambi i servizi è il veteranotextbroker” che oramai è in attività dal lontano 2008… Sembrano secoli vero? Anticipando l’esigenza di creare un mercato di servizio di scrittura testi, textbroker è diventato il leader (credo) incontrastato del mercato anglofono, per poi espandersi al mercato tedesco e so che stanno espandendosi alla lingua portoghese per coprire un importante mercato come il brasile!

Il modello di servizio

tutti e tre questi servizi sono improntati nella stessa modalità dei servizi di outsourcing: un acquirente crea una “richiesta” di articolo/i e assegna un “budget” che dipende dalla lunghezza dell’articolo e dalla qualità richiesta. Questa richiesta viene inoltrata ai copywriters iscritti, che scrivono i testi. Una volta che i testi vengono approvati dall’acquirente, la procedura è conclusa e il copywriters incassa il budget dell’articolo. A quel punto l’acquirente può usare l’articolo come preferisce.

Vediamo nel dettaglio come funzionano i servizi italiani (textbroker non opera in italia).

Melascrivi

sito: www.melascrivi.com

Tra i due servizi italiani Melascrivi è stato il primo ad uscire sul mercato e la prima impessione che ho avuto è stata “questo è textbroker per l’italia”. Tutt’ora presenta forti similitudini nel backend con il servizio americano ed ha le seguenti caratteristiche:

  • Il credito viene precaricato tramite paypal, in varie pezzature partendo da 25 euro per arrivare a 750 euro.
  • Ci sono quattro livelli di qualità di scrittura, il cui prezzo per parola sale progressivamente: (0.008 euro / 0.01 euro / 0.012 euro / 0.015 euro)
  • Ci sono una congrua serie di “stop words” che non vengono considerate nel conteggio delle parole, quindi la lunghezza effettiva delle parole di un articolo è superiore rispetto a quanto ordinato.
  • I clienti possono dare diverse gradazioni di feedback. In caso di ripetuti feedback negativi l’autore viene bloccato per 2 giorni e dopo 10 feedback negativi viene escluso dal servizio.
  • Un solo autore si può prenotare per un certo articolo, il più rapido è quello che si candida. L’articolo deve essere consegnato entro 48 ore dalla prenotazione.
  • Per velocizzare l’immissione degli ordini, il sistema consente di creare delle linee guida con dei parametri standard, decidendo in maniera rapida la lunghezza, lo stile, l’ambito di un articolo. Lo svantaggio di questa facilitazione è che queste linee guida non possono più essere alterate per quanto riguarda il numero di parole, una volta inserite: la ragione sta probabilmente nel fatto che il conteggio delle parole deve essere statico altrimenti gli autori potrebbero cambiarli in corso d’opera o a lavoro concluso, generando un chaos terrificante.
  • Il numero minimo di parole di un articolo è 30.
  • La creazione di un articolo copiato, comporta una decurtazione del compenso e un feedback negativo.
  • L’autore non può rivendere o ripubblicare l’articolo, pena rimozione permanente dal sistema.
  • Quando il copywriter ha terminato l’articolo, il cliente ha tre giorni lavorativi di tempo per accettarlo, rifiutarlo o chiedere dei cambiamenti. In caso di mancanza di feedback nei tre giorni, si considera l’articolo come implicitamente valido.
  • Gli autori sono anonimi, contrassegnati da una sigla “autore-numero”, anche i clienti comunque sono anonimi nel sistema.
  • E’ stata introdotta negli ultimi giorni, una caratteristica che consente di effettuare un ordine diretto ad un autore. Questo in precedenza non era possibile, quindi era una “roulette”.
  • E’ solo per l’italiano.
  • E’ possibile commissionare decine di articoli in un unico passaggio. Il sistema si occupa di creare ordini separati, in maniera da distribuire il carico su più autori.

 

Scribox

sito: www.scribox.it

Scribox è arrivato in un secondo momento rispetto a melascrivi, ma si è subito imposto con una serie di caratteristiche peculiari, segno che in questo mercato c’è ancora parecchio posto per servizi di questo genere.

Ecco le caratteristiche principali:

  • Ogni autore ha una scheda personale, con un riassunto dei feedback, dei lavori fatti, un campione di scritti preparati per dimostrare la sua capacità.
  • Scribox è un vero marktplace, dove il cliente richiede la scrittura di articoli e gli autori possono candidarsi. E’ però il cliente a decidere a chi affidare il lavoro, basandosi sull’offerta fatta dall’autore, che può comportare una modifica prezzo o una scadenza differente o l’indicazione di altri articoli simili scritti.
  • Ci sono due modalità di editore: normale, con credito precaricato, oppure premium che è ideale per agenzie che hanno necessità di veicolare molti contenuti, in quanto viene emessa fattura a fine mese sulla base dei lavori approvati. Inoltre l’editore premium, ha la possibilità di inviare direttamente degli ordini “privati” a degli autori con cui ha già lavorato in precedenza e integra un controllo delle duplicazioni tramite il servizio copyscape. Essere editore Premium è tuttavia sottoposto ad approvazione manuale.
  • Le pre-cariche vanno da 10 euro a 500 euro.
  • Scribox, oltre ad articoli, consente di far lavorare i copywriters su diversi tipi di documenti come: guide/manuali, schede tecniche, ebook, presentazioni, revisioni e traduzioni. Alcune di queste tipologie di documenti hanno modalità di assegnazione particolari (per esempio la revisione contempla l’allegato testuale da revisionare).
  • Scribox supporta la scrittura di testi in 5 lingue: italiano, francese, inglese, tedesco e spagnolo.
  • E’ possibile richiedere in un ordine fino a 100 articoli allo stesso autore.
  • L’autore, da una valutazione al cliente alla fine del lavoro.
  • Il prezzo a parola viene deciso dal cliente e varia da 0.01 euro a 0.1 euro.

 

 Impressioni e valutazioni

Avendo provato diverse volte entrambi i servizi mi sento di dare queste valutazioni:

  • Scribox ha un feeling più “umano” grazie alle schede degli autori con i feedback, i nomi (talvolta veri) e le facce.
  • Scribox è estremamente meritocratico, i migliori prenderanno sempre più lavori grazie al fatto che hanno una “reputazione” migliore nel sistema.
  • Melascrivi è molto più economico, grazie al non conteggio delle stop words.
  • Melascrivi “parallelizza” i lavori in bulk, grazie al fatto che vengono “spezzettati” sul marketplace.
  • Scribox, supporta più lingue, ma il testo che ho fatto con l’inglese qualche mese fa, non è stato esaltante, la qualità era bassina. D’altra parte anche textbroker ai livelli di competenza più bassi è orripilante.

La mia opinione è che scribox nel tempo diventa un potente alleato nella scrittura dei contenuti, grazie al fatto che il cliente si sa rapportare con un “team” di copywriters di cui ha imparato le caratteristiche e le specialità.

Melascrivi rimane un buon servizio per ottenere articoli ad un prezzo conveniente.

Quello che i servizi non fanno

Se non avete idea di cosa far scrivere e di come lo volete scritto, non otterrete risultati dignitosi da nessun servizio. Certo, su scribox potrebbe capitarvi un copywriter fantasioso che vi propone le tematiche da scrivere (a me è successo), ma non è la norma. Siete voi autori ad avere in mente cosa volete, quindi dovete usare la testa e nessun servizio può sostituire questo aspetto.

 Ringraziamenti

ringrazio daniel di Zeego per aver fatto il disegno di questo articolo! (e spero che burger king non se la pigli a male)

  • Marco

    Manca un particolare,,,melascrivi da poco ha lanciato la possibilità per gli editori di scegliere gli autori preferiti ai quali inviare unicamente le proprie richieste di articoli… in questo modo l’editore si potrà creare una propria redazione personale .. è un ottima caratteristica da non sottovalutare

    • http://www.andreascarpetta.com Andrea Scarpetta

      è vero, ma non avendola ancora provata, non so come funziona!

  • http://www.marcolinorules.comn Marcolinorules

    Melascrivi se il tuo articolo viene rifiutato, ti toglie 50 cent :(

  • Web Editor Freelance

    Salve, posso raccontare la mia esperienza con entrambi i marketplace, se può essere utili ai lettori avventori. In tutti e 2 i casi a rimetterci sono sempre gli autori.
    Partiamo con MELASCRIVI.

    Su questa piattaforma gli autori hanno condizione proibitive, come già faceva notare qualcuno, se il tuo articolo viene rifiutato vengono decurtati 0,50 € e non sul costo dell’articolo ma sul totale maturato. In più puoi scegliere tra 8 argomenti in via definitiva senza tornare indietro. Inoltre tra le informazioni richieste oltre al codice fiscale, di cui è necessario caricare la fotocopia, bisogna anche uplodare la fotocopia della propria carta d’identità. In più gli articoli proposti, se sei un utente neoiscritto, sono pochi, poveri e mal remunerati (300 parole al costo di 1.80 €, tipo). Insomma a guadagnare dalla piattaforma sono solo gli editori e il team di Melascrivi grazie alle commissioni ad articolo. L’autore viene trattato come pezza da piedi, deve solo sfornare contenuti alla buona, alla faccia del nuovo algoritmo di google che penalizza i siti con contenuti non originali.

    Veniamo al piatto forte, Scribox. Anche qui a guadagnarci sono soprattutto gli editori e il team di Scribox. Il pagamento ad articoli è LORDO, a cui si deve sottrarre il 20% di ritenuta d’acconto (o 21% di IVA) e il 15% delle esose commissioni che applica scribox. In pratica su ogni articolo c’è il 35% di tasse da applicarci sopra. A questo aggiungeteci editori che pretendono d’avere buoni contenuti ad un prezzo misero (Scribox è strutturato come un’asta al ribasso: l’editore propone il prezzo ad articolo e gli autori che si candidano “rilanciano” al ribasso, sia per quanto riguarda il prezzo, sia per quanto riguarda i giorni necessari per redigere l’articolo) e vedrete lavori affidati a scrittori per o,o08 € (nemmeno un centesimo a parola!!!). Insomma una miseria. La colpa in sè per sè non è nemmeno degli autori, ma del sistema che ti impone di proporti svilendo il tuo lavoro e le tue competenze per 4 soldi, a cui vanno detratti il 15% di commissioni e tasse!!). A questa situazione aggiungiamoci editori semianalfabeti i quali affidano lavori sull’arredamento a chi ha un diploma classico o laurea in lettere moderne, sull’edilizia va bene anche quella col dottorato in relazioni internazionali. Insomma chiunque può scrivere qualunque cosa, magari rielaborando contenuti da qualche altro sito, in barba al nuovo algoritmo di google, purchè si faccia pagare una miseria (tanto il team di Scribox il suo 15% lo prende sempre!). E in questa situazione chi ci fa la figura pessima? Ma gli editori! Per concludere, manca un ricambio tra gli autori. Gli editori tendono ad affidare gli articoli sempre ai soliti autori, il che significa che il contenuto di una decina di siti è in mano a quelle 3/4 persone che usano sempre il solito stile, le solite parole, il solito modo di argomentare. Insomma una fregatura su tutti i fronti. E non è affatto vero la storiella che si sente in giro, la quale sostiene che su Scribox hanno successo “i migliori autori di contenuti”. Se sei disposto a scrivere su qualsiasi cosa benchè incompentente, se sei disposto a farti pagare una miseria allora si che avrai successo su Scribox.

    Sconsigliati entrambi su tutta la linea. Melascrivi è impersonale, rigido e triste (gli articoli sono messi su una griglia tipo excel), Scribox è furbo, si gioca la carta della “community” e dei profili ma è anche peggio. Si interessano solo ad inghiottire il 15% (il 15% ma stiamo scherzando?) e se ne fregano. Poco credibili, poco affidabili. E’ il web bellezza!

    Ps: per paura di ritorsioni metto la mia email in modalità nascosta (servizio meltmail, dura un 24 ora da adesso). Se vuoi chiarimenti hai 24 ore di tempo per chiederli. Grazie per lo spazio :)

  • Web Editor Freelance

    Ho letto la mail, grazie! Mi piacerebbe molto leggere la “replica” delle due, anche se ho già in mente come imposteranno lo scritto (bah, magari proporranno l’articolo di rettifica sul marketplace da far scrivere a qualche autore discount :) ). Cmq dal commento precedente puoi anche rimuovere il ps, pare altrimenti una roba complottarda di spionaggio-controspionaggio. Ripasserò tra qualche giorno per leggere la replica.

    Buona serata

    • http://www.andreascarpetta.com Andrea Scarpetta

      Guarda, per principio non edito mai i commenti, al massimo rimuovo l’url pubblicizzata se mi sembra un’attività spammosa.

  • Pasquale Silvi

    Salve,
    approfitto dello spazio concesso da Andrea non per replicare, non credo davvero ce ne sia bisogno, ma per spiegare alcune delle peculiarità dei content marketplace che probabilmente non a tutti sono note.

    Il numero di persone che si iscrivono nei content markeplace è davvero elevato. Melascrivi apprezza ogni tentativo di diventare suo autore, ma non tutti purtroppo riescono a produrre contenuti di interesse per i nostri clienti.
    Non abbiamo ancora inserito un testo di prova, dovremo farlo, ma garantiamo una % di articoli a tutti i nuovi iscritti, per dare modo di mostrare le proprie capacità. Una sorta di “quote rosa”.

    I servizi su Web risentono da sempre della negativa informazione fatta da altri canali. Nella maggior parte dei casi si addita il web come un canale a rischio in termini di frodi, furti d’identità, se non peggio. Melascrivi raccoglie le informazioni relative ai propri Autori per assicurare un servizio Autorevole e Affidabile, nonchè in linea con le normative vigenti.

    Le tariffe praticate da Melascrivi, nonchè il suo guadagno, sono pubblicati dal giorno 1 all’interno del nostro sito. Crediamo sia il modo migliore per relazionarsi con tutti i nostri autori ed editori. Allo stesso modo sono espresse tutte le regole che gli autori accettano quando si iscrivono, ivi comprese penalità legate a contenuti non in linea con le richieste.
    Calcolatrice alla mano si può tranquillamente verificare come la remunerazione per articolo sia diversa da quanto riportato nel commento.

    I contenuti “alla buona” prodotti da Melascrivi sono unici, perchè verificati tramite un sistema internazionale antiplagio che in tempo reale ne certifica la unicità su Web.

    Chiudo semplicemente ricordando, gli amici di Scribox mi perdoneranno lo sconfinamento in un punto a loro dedicato del commento, che la pressione fiscale in Italia non viene decisa dai content marketplace.

    Il mondo dell’editoria sta cambiando.
    Melascrivi e gli altri content marketplace fanno parte del cambiamento.
    I cambiamenti però a volte spaventano.

    Grazie

    • http://www.andreascarpetta.com Andrea Scarpetta

      Grazie per la risposta pasquale: la mia opinione è che entrambi i marketplace siano ancora terreni di frontiera, essendo il copywriting di questo tipo ancora poco sperimentato.

      Sono anche dell’idea che bisognerebbe provare ad alzare la qualità, magari creando delle guide specifiche per ogni servizio che aiutano editori ed autori a lavorare meglio.

      Il mio punto di vista è che quando ho lasciato più libertà di pensiero agli autori, hanno mediamente prodotto articoli più interessanti da leggere.

  • Web Editor Freelance

    A parte la chiusa avveniristica tra jobs e omaba (ouch!) “i cambiamenti a volte spaventano” (facciamo una bella analisi di benchmark tra i diversi marktplace? Si?) che ben fa rima con “la concorrenza è l’anima del commercio”, che risposta ci si può mai attendere dall’ufficio stampa di un’azienda? Si imposta la comunicazione al fine di rassicurare i potenziali nuovi iscritti, non si fa certo autocritica. E penso che su questo siamo tutti d’accordo. Si dovrebbe sapere che ora, sul web, il passaparola conta molto, i cosiddetti “contenuti dal basso” muovono l’informazione del web. Partendo dai siti web come “Listal” ad esempio o “Trip Advisor”, per finire alle applicazioni per apple e android è un continuo dare voti, redigere opinioni su questo o quel servizio, su questa o quell’opera di ingegno. Si richiede sempre un contributo critico all’utenza. Se non si considera questo stato di cose, che “tutti fanno parte della stessa baracca”, mi sa che si è capito poco di come funzionano le cose del mondo virtuale.

    Per quanto riguarda Melascrivi, il decurtare un 0,50 € ad articolo rifiutato, il quale di per sè è remunerato secondo una cifra irrisoria (ci arriviamo ai 3 euro esentasse per, facciamo, 500 parole? Mi sa di no) come lo vogliamo chiamare? “Calcolatrice alla mano”: proiezioni, dati o didn’t happen, semplicemente.

    Riguardo la pressione fiscale, anche servizi come ebay (lo abbiamo usato tutti) sopravvive grazie alle commissioni che applica (di inserzione e sul valore finale), ma sono scaglionate, non fisse, per cui su 100 € le commissioni di inserzione si aggirano attorno a 2,80 €. Mentre invece, su Scribox, per una Divina Commedia fatta pagare 100 €, le sole commissioni del 15% che gli spettano di diritto sono di 15 euro, mettici anche il 20% di ritenuta [d’obbligo, of course] e all’autore nel portafoglio, su un articolo di 100 €, gli entrano appena 65 €. Ci rendiamo conto o non ci rendiamo conto?

    Sui marketplace sarà la concorrenza a decidere, lo stato dell’arte dice che al momento a guadagnare da questo servizio sono gli editori e il team dietro ai servizi ma non gli autori.

    Il mondo dell’editoria se vuole cambiare pensando di fare a meno degli autori, perchè è proprio questo che si sta profilando, è destinato a fallire ancora prima di giungere al primo checkpoint. Cambiare, evolversi, secondo questo stato di cose è un’utopia. L’unica vera grande invenzione del web è il feedback e dopo quasi 30 anni non siamo riusciti ancora ad abituarci.

  • http://www.scribox.it Paolo Moro

    Salve, in qualità di amministratore e co-fondatore di Scribox ci tengo a rispondere alle critiche espresse da “Web Editor Freelance”. Rispetto le sue opinioni, ma vorrei fare chiarezza su alcuni punti.

    “Il pagamento ad articoli è LORDO, a cui si deve sottrarre il 20% di ritenuta d’acconto (o 21% di IVA) e il 15% delle esose commissioni che applica scribox. In pratica su ogni articolo c’è il 35% di tasse da applicarci sopra.”

    Il 20% di ritenuta d’acconto non è un compenso che si intasca Scribox, ma è un acconto sulle tasse che un copywriter privo di partita iva deve pagare al fisco. Ai copywriter con partita iva non viene fatta alcuna trattenuta, anzi all’importo dovuto aggiungiamo (come previsto dalla normativa fiscale) il 21% di IVA. Sarà poi compito del professionista versare le imposte in funzione del proprio regime fiscale.

    Il 15% di commissione (che può essere discrezionalmente suddiviso tra autori ed editori) è il guadagno che consente a Scribox di pagare lo sviluppo della piattaforma, gli stipendi dei dipendenti, il costo degli uffici, ecc. Non può esistere un servizio a valore aggiunto come quello fornito da Scribox senza costi per i clienti. L’85% di quanto viene pagato degli editori viene corrisposto agli autori. Con questa premessa è difficile sostenere la tesi “a guadagnarci sono soprattutto gli editori e il team di Scribox”.

    “A questo aggiungeteci editori che pretendono d’avere buoni contenuti ad un prezzo misero (Scribox è strutturato come un’asta al ribasso: l’editore propone il prezzo ad articolo e gli autori che si candidano “rilanciano” al ribasso, sia per quanto riguarda il prezzo, sia per quanto riguarda i giorni necessari per redigere l’articolo) e vedrete lavori affidati a scrittori per o,o08 € (nemmeno un centesimo a parola!!!). Insomma una miseria. La colpa in sè per sè non è nemmeno degli autori, ma del sistema che ti impone di proporti svilendo il tuo lavoro e le tue competenze per 4 soldi”

    Scribox non propone aste al ribasso. Infatti, un autore non vede quanto viene offerto dagli altri autori per svolgere lo stesso lavoro, quindi non c’è modo per un utente di fare un’offerta più bassa rispetto a quelle degli altri autori che si sono già proposti per il lavoro. Inoltre, il sistema non impone dei prezzi. Ogni autore può richiedere il compenso che ritiene più adeguato (5 euro come 50) e può motivare il prezzo comunicando direttamente con l’editore che propone il lavoro. E’ vero, inoltre, che ci sono editori che ricercano il prezzo più basso a prescindere da altre condizioni, ma ce ne sono altri che sono disposti a pagare di più pur di ingaggiare i copywriter con le migliori competenze sull’argomento da trattare. Può vincere il prezzo più basso, ma non è nè la regola, nè un automatismo imposto dalla piattaforma.

    Mi dispiace che la persona che si firma “Web Editor Freelance” abbia deciso di intraprendere un’attività finalizzata a screditare il lavoro svolto da Scribox: ha pubblicato nella stessa giornata lo stesso commento negativo su tanti siti web. Ora le risponderò in ogni sito.

    Sono a disposizione per fornire ulteriori chiarimenti sul funzionamento di Scribox.

    Buona giornata e buon lavoro
    Paolo Moro

  • W.E.F

    Salve Paolo, allora andiamo punto per punto.
    Che la % di IVA o di acconto riguardino le tasse che si incamera lo stato penso l’abbiamo capito tutti. Il mio discorso non riguardava la questione sulle “maledette tasse da pagare”, ci mancherebbe, ma semplicemente riguardava il guadagno effettivo che un autore percepisce relativamente a TUTTE le trattenute. Il 20%? È ok, non si prescinde, è quel 15% di commissione che aggrava la pochezza degli introiti. Ora non so gli editori quanto paghino di commissione, ma per i soli autori è del 15% e non capisco proprio il perché si sostenga altrimenti, ovvero che il 15% siano le commissioni di Scribox che editore e autore si dividono. Non è assolutamente vero. Anche in questo caso, non siamo nati ieri, non dico che bisognerebbe rimuovere le commissioni, ma correggerle, diminuirle (un 7,5% da dividersi tra editore ed autore, come lei dice?) perché al momento sono un deterrente per gli autori, che emigrano su altri marketplace. In proposito sarebbe interessante leggere un bel business plan questo fine anno sugli introiti della piattaforma. Come ogni azienda, penso che Scribox sia tenuta a fornire questa pubblicazione.

    Per quanto riguarda il sistema delle aste a ribasso, mi dispiace ma sono in disaccordo con ciò che afferma. Scribox è impostato come un’asta al ribasso. Nel momento in cui viene assegnato un lavoro ad un autore, tra i dettagli è indicato il prezzo a parola, guarda caso – e questo è un trend che hanno registrato altri utenti prima di me, già riportato altrove sui vari blog – sempre inferiore rispetto a quello d’origine proposto dall’editore. Anche le aste iniziate dallo stesso TeamScribox vengono assegnate ad un prezzo più basso! Vuole per caso negarlo? È un’asta muta ma al ribasso, perché il prezzo proposto non è quasi mai quello suggerito dall’editore, ma ridotto di 2-3 punti.
    Un conto è affermare nella teoria che “non si tratta di un’asta al ribasso”, altro conto è in pratica fornire tutti gli strumenti per strutturare la piattaforma come un’asta al ribasso. Vi sono tutti gli elementi, c’è un trend di utilizzo, lo stesso TeamScribox asseconda tale trend, come si fa ad affermare il contrario? Altro trend: la ridondanza degli autori. Sono sempre ingaggiati frequentemente quegli autori che 1) abbassano il prezzo a parola di 2-4 punti, 2) hanno già diversi articoli, dai 40 ai 65, sono insomma “navigati”. Spesso i 2 punti coincidono e i nuovi iscritti chiudono l’account se vedono tutti gli articoli affidati all’utente xxxxxycastro (tra i tanti) che si fa pagare una miseria e scrive su tutto e di tutto. Mettici anche le commissioni e avrà il profilo di buona parte di scriboxer pentiti (basta farsi un giro sul web, opinioni perplesse sul servizio già ve ne erano diverse, comparse su blog e forum, io non dico niente di diverso – ecco forse qualcosa di più circostanziato sull’argomento). La mia non è affatto un’opera per screditare il lavoro di qualcuno, per dirla in gergo, ho intercettato un trend già consolidato e ho evidenziato opinioni già ampiamente espresse.

    Per quanto mi riguarda, se davvero vuole che le opinioni cambino in positivo sulla piattaforma, facendo si che decolli, facendo si che chiunque abbia un’opinione diversa non sia tacciato come “promulgatore di campagne di discredito”, dovrebbe:
    1 – rivedere le commissioni del team, sono comunque troppo alte
    2 – Scribox non è un’asta al ribasso? Faccia in modo che non lo sia davvero. Limite min e limite max di prezzo per gli autori per proporsi (a questo punto è inutile per l’editore suggerire un prezzo se poi l’autore lo cambia, riducendoselo col fine di aggiudicarsi un articolo), oppure prezzo fisso ad articolo proposto dall’editore (come in tutti gli altri marketplace) e asta solo sui giorni per la stesura. E dica “ai suoi” del Team che se assegnano articoli ad un prezzo ribassato non sono d’aiuto a sostegno della sua tesi. Rischia di scivolare su una buccia di banana bella spessa.
    3 – Numero max di assegnazioni al mese/settimana/veda un po’ lei. Raggiunto quel tot l’autore non potrà candidarsi per altri articoli fino alla settimana/mese successivo. E vista questa limitazione gli autori sceglieranno bene gli articoli a cui candidarsi, senza proporsi per qualsiasi cosa, generando così delle piccole sezioni con autori non tuttologi (copiologi con riformulo) ma specializzati.
    4 – Invito agli editori ad assegnare lavori a diversi autori e non sempre ai medesimi, la diversità è un valore aggiunto che arricchirà di contenuti diversi i propri blog/siti, i quali finirebbero per irrigidirsi in mano ad una sola persona. Tra gli autori “nuovi arrivati” non si genererà malcontento e la piattaforma potrà decollare.

    Niente di trascendentale mi sembra. Avrò anche una vis polemica molto forte (i blog esistono per essere commentati. Content is the king?) ma non mi si dica che non sia una persona propositiva.

    • Elena

      Mi trovo d’accordo, specie con il tema delle aste al ribasso, e non siamo gli unici a sottolineare questo aspetto: in giro si trovano varie opinioni a sostegno.
      Ci sono utenti che si offrono per una miseria, io ho deciso di non screditarmi, ma capisco che il discorso è personale e forse dipende dalla crisi diffusa.
      Vorrei soffermarmi invece sulla qualità del lavoro svolto da alcuni sedicenti articolisti. Sono registrata su Scribox da qualche tempo e nessun incarico all’attivo. Onestamente mi è parso abbastanza logico considerato che non posso dimostrare la mia esperienza, non nasco articolista. Però, incuriosita dall’ottima reputazione di altri iscritti, sono andata a visionare qualche lavoro sul web per farmi anche un’idea del mio livello di preparazione o impreparazione. Tutto sommato il grado di compilazione è buono così come la rielaborazione delle informazioni, ma quello dell’esposizione, della proprietà di linguaggio, della sintassi, e in alcuni casi della grammatica, proprio no. Mi chiedo, dunque, se questi siano elementi di valutazione insignificanti nel panorama del content marketing perché se così fosse l’asta al ribasso avrebbe un senso compiuto e sarebbe da imputare anche ai committenti.

      • http://www.andreascarpetta.com Andrea Scarpetta

        Io ti posso dare un parere unicamente soggettivo: su scribox come agenzia non diamo incarichi a chi offre di meno di quanto abbiamo proposto, ma una volta identificato un “gruppo” di buoni copywriter abbiamo iniziato a dare lavori esclusivi e diretti. C’e’ sicuramente un concorso di responsabilità di alcuni committenti, che sono abituati a pagare una briosche per un articolo e alcuni redattori offrono anche di meno pur di prendere la commessa.

        Non so come ovviare a questo problema: senza feedback il redattore ha più problemi a prendere il lavoro e quindi non riceve feedback.

        Una ipotesi che si potrebbe fare è quello di creare un “listino di proposte”, dove è il redattore a proporre delle tematiche e l’editore “compra” l’esclusiva per pubblicare l’articolo, il tutto ad un prezzo “politico” (500 parole per 5 euro). In questo modo il redattore potrebbe scrivere di tematiche che gli interessano e dimostrare la sua bravura, l’editore potrebbe comprare del contenuto ben scritto e familiarizzare con il redattore, che otterrebbe anche dei feedback.

        • Elena

          Certamente, infatti io stessa ammetto che senza feedback è difficile e non me ne lagno. E’ anche giusto però che chi sa far bene l’articolista abbia più spazio. Per esempio, mi fa specie che si intuisca e promuova lo strumento della scheda sulle capacità descrittive e di quelle non si tenga conto. Si consideri che non mi sto vendendo come la novella Simone de Beauvoir, il mio è un discorso generale. Trovo comunque interessanti sia le proposte dell’utente W.E.F. che le sue.

          • http://www.andreascarpetta.com Andrea Scarpetta

            Non voglio causare lo scandalo, ma mi sono esplosi gli zebedei leggendo “Il secondo sesso” :D

    • http://www.scribox.it Paolo Moro

      Rispondo a W.E.F.

      “Ora non so gli editori quanto paghino di commissione, ma per i soli autori è del 15% e non capisco proprio il perché si sostenga altrimenti, ovvero che il 15% siano le commissioni di Scribox che editore e autore si dividono. Non è assolutamente vero. Anche in questo caso, non siamo nati ieri, non dico che bisognerebbe rimuovere le commissioni, ma correggerle, diminuirle (un 7,5% da dividersi tra editore ed autore, come lei dice?) perché al momento sono un deterrente per gli autori, che emigrano su altri marketplace. ”

      Chiarisco in che modo si applica la commissione con un esempio. L’editore vuole pagare € 100 per un lavoro. In fase di candidatura gli autori possono candidarsi con € 115 o più (in tal caso la commissione è totalmente a carico dell’editore) oppure con € 87 (87+15%=100), in tal caso la commissione è a carico dall’autore. Sono possibili anche tutti gli altri valori intermedi. In questo modo offriamo la massima flessibilità di trattativa. Non ci sono altre commissioni, oltre a questa, nè a carico degli editori, nè a carico degli autori.

      Stiamo studiando, inoltre, un sistema per evitare che un autore possa candidarsi con un prezzo eccessivamente basso a scapito degli altri autori.

      “Anche le aste iniziate dallo stesso TeamScribox vengono assegnate ad un prezzo più basso! Vuole per caso negarlo?”

      Sì, lo nego. Può succedere che venga scelto un autore che propone un prezzo basso, ma non è la regola. Il termine “aste” lo trovo proprio inappropriato.

      Infine, siamo consapevoli che per i nuovi autori privi di feedback è difficile essere scelti; per questo l’editore Teamscribox (il nostro staff) cerca di assegnare lavori ad autori che non hanno mai lavorato sulla piattaforma.

      Chiariti questi punti, ti ringrazio per i consigli che ci hai dato.

      Buon weekend
      Paolo Moro

  • Elena

    Io muovo un unico appunto al servizio Melascrivi: considero inutile il contatore nel caso di articoli che prevedano un’ora e una data di scadenza precise. E’ altamente fuorviante.
    Mi spiego meglio: mi è capitato di prenotare articoli di cronaca alle 9.30 del mattino, data di consegna prevista per le 12.00 dello stesso giorno. Fin qui niente di anomalo sennonché il contatore parte sempre dalle 48 ore standard. Sebbene abbia consegnato alcuni articoli sforando i tempi previsti dalla traccia, non sono stata penalizzata, anzi, gli stessi sono statti accettati con valutazioni positive. Ho supposto dunque che quei lavori prenotati e consegnati oltre l’ora segnalata, rifiutati dal committente diretto, rimanessero a disposizione in attesa di un compratore. Purtroppo non funziona così, non sono 48 le ore da calcolare per la consegna dei lavori, ma variano per ogni pezzo. Suggerisco pertanto alla redazione di Melascrivi di abolire il conto alla rovescia o di gestirlo meglio.
    Elena

  • Elena

    ahaha “checcentra” :-)

    comunque io per lavoro faccio altro e di commissioni o tariffari non mi intendo. Noto soltanto un po’ di superficialità nella valutazione dei contenuti. Non sempre.

  • Elena

    @Antonio Scarpetta

  • Mari

    Io mi chiedo sostanzialmente se tutte queste persone che criticano Scribox ci abbiano mai lavorato. Per quanto mi riguarda io ci lavoro da un anno e mi sono sempre trovata benissimo. Di certo non è il massimo vedere una ritenuta d’acconto del 20% su ogni lavoro svolto, ma penso che la colpa non si possa di certo attribuire a Scribox visto che si tratta di tassazioni. Di autori che scrivono su ogni argomento ce ne sono a bizzeffe, così come di editori che vogliono risparmiare affidando i lavori a persone poco competenti pur di spendere poco, ma cosa può farci l’agenzia? Prendiamocela con chi si improvvisa “tuttologo”, con gli editori che cercano di risparmiare a discapito della qualità, ma non con persone che svolgono il proprio lavoro con una professionalità che raramente si riscontra sul web.

  • Anonimo

    nota di Andrea:
    Mi spiace se non pubblico il tuo commento caro “anonimo” ma se è vero che io cerco di dare voce a tutti, è anche vero che filtro commenti delatori che non mi danno la possibilità di interrogare le fonti e una email “[email protected]” sono quasi certo che non sia proprio vera :)

    Spero che capirai che questo è il mio blog, ha le mie regole e a differenza della maggioranza dei giornalisti italiani, io ci tengo a verificare quello che pubblico salvo non siano “opinioni”.

    Puoi riprovarci con una email vero, tanto ti chiederò di farmi vedere quello che dici per vedere se è vero.

  • http://www.rivistadiscienzesociali.it anna58

    a prezzi così bassi l’alternativa per il copywriter è cambiar mestiere, auguri e saluti a tutti

  • Sara

    Penso che Melascrivi, potrebbe avere un presente e un futuro strepitoso se i responsabili decidessero, prima di tutto, di pagare adeguatamente gli autori; dovrebbero poi evitare di continuare trattarli con una freddezza e un distacco assurdo e inspiegabile, ancor più di prima. Pur avendo 4 stelle, ho preferito mettere ‘a riposo’ questo marketplace e migrare da un’altra parte (non è Scribox, che non gradisco), dove vengo pagata molto meglio, scrivendo molto meno e senza subire mai ‘punizioni’ per un eventuale ritardo.
    Inoltre, se per caso non riesco a consegnare in tempo l’articolo, non vado incontro a penalizzazioni ed il rapporto tra autore e staff è assolutamente sereno e ‘umano’. Chissà se qualcuno deciderà di portare a Melascrivi una ventata nuova, dando al sito un volto più cordiale ed amichevole. A che serve questo ‘gelo’? L’articolista si sente quasi un intruso in casa d’altri e aspetta che arrivi prima o poi la secca bacchettata sulle dita.
    Si certo, si viene pagati putualmente ogni settimana, ma a mio avviso, questo è ormai l’unico punto a suo favore…peccato.

  • Sara

    Buongiorno signor Pasquale,
    sarò lieta di tornare a scrivere per Melascrivi e sicuramente lo rifarò appena gli articoli saranno pagati in maniera ragionevole. Chiedere 500 parole (che poi si rivelano molte ma molte di più, in quanto tante di esse non vengono conteggiate) per ottenere al massimo 3 euro, a mio avviso non si può accettare. Inoltre il sistema permettete agli editori di avanzare richieste di impostazioni ben precise che portano via tempo e fatica, e questo andrebbe anche bene, ma non certo per avere poi in cambio i2 euro e 32 centesimi attuali: assurdo… oltretutto, se non sono soddisfatti e non accettano l’articolo, noi autori non solo non veniamo pagati, ma veniamo anche penalizzati….no no, non mi pare cosa rispettosa ed equa questa. Lei giustamente afferma che noi autori siamo una parte importante per Melascrivi: lo credo bene! Ma nessuno sembra volercelo testimoniare (se non con pagamenti puntualissimi, ma del resto questo è anche un’azione corretta) e a volte mi chiedo se questo atteggiamento distaccato e rigido nei nostri confronti, non sia in una certa maniera,
    una specie di ‘escamotage’ per non permettere a noi autori di montarci troppo la testa e sentirci un po’ una specie di motore dell’ingranaggio.
    Chissà se prima o poi qualcuno capirà che un guadagno decoroso è gradito da tutti…a partire da chi impegna il proprio tempo per scrivere, procurando il materiale necessario.
    Cordiali saluti
    Sara

  • anna

    Ritengo che i problemi siano due, la svalutazione del lavoro (sufficiente in grammatica è degradante per chi come me scrive testi a carattere scientifico), e il prezzo 0,01 euro/parola che non è compatibile con la sopravvivenza. A queste condizioni meglio cambiar mestiere. Cordialità, Anna

  • Amedeo

    Incredibile, oggi ero dalla mia amica che è iscritta e ho cercato di vedere un po’ come funziona: ragazzi, mi sono messo le mani nei capelli! Per articoli pagati poco più di 2 euro, vengono richieste linee guida infinite, lunghe un’intera pagina! Quando si arriva a metà, non ci si può neppure più ricordare di quel che c’era scritto in cima….e quando si arriva in fondo…idem ! Accipicchia…viene voglia di piangere, altro che scrivere! Pazzesco! Per poi rischiare pure di essere penalizzati se chi commissiona l’articolo non lo gradisce…mah…non ho parole di fronte a certe pretese…!

    • morgana

      Vero, continuano ad esserci linee guida che ti portano via mezzo pomeriggio solo per capire come deve essere strutturato l’articolo. Se sbagli o se quello che scrivi non piace a chi ordina il titolo, lo staff ti leva dei soldi e rischi di scendere di categoria. Evidentemente qualcuno che passa la giornata lì sopra esiste, io ci rinuncio.