Lavoro, come diventare Seo Specialist (quello che panorama non dice)

I primi di ottobre panorama ha pubblicato un articolo intitolato “Come diventare seo specialist“. Considero l’articolo abbastanza superficiale e visto che non c’e’ stato seguito ai commenti lasciati, credo che l’unica alternativa “Seo” sia quella di fare un post con lo stesso titolo (più o meno) per vedere si introdurre una voce alternativa nei risultati di google per la query “come diventare Seo Specialist” che potrebbe causare problemi ad un ambito lavorativo già abbastanza frainteso.

update:  Luca Orioli di Panorama (autore dell’articolo), mi ha chiesto un contatto nei commenti per aiutarlo a scrivere un nuovo post sulla professione del Seo, potenza dei social media! Stay tuned for more!

Parla (seo) come magni.

 

Ho scelto la strada della “contestazione seo” perchè non ha senso commentare direttamente sul blog di Panorama: non c’e’ una risposta redazionale, non c’è un confronto con l’autore dell’articolo, per cui si ottiene solo il risultato di incrementare la visibilità del pezzo, che ha dalla sua solamente il link dalla home page della testata. L’articolo è chiaramente scritto molto bene da uno che non è nel mestiere o che ne ha una visione molto approssimativa. 

La cosa più deprimente di questo articolo è che non spiega “come diventare” seo specialist! In pratica dice “I seo specialist fanno questo e quello. Fallo anche tu e diventerai Seo Specialist”. Manca solo la pubblicità di Radio Elettra e siamo a posto.

Ma vediamo nel dettaglio le imprecisioni:

Cosa fa il seo specialist

La SEO è infatti un insieme di ricerche ed attività che permette ad un sito di essere tra le prime pagine dei risultati dei motori di ricerca in virtù di determinate parole chiave. Tali attività comprendono sia l’ottimizzazione del codice sorgente della pagina sia dei contenuti

E’ abbastanza interessante constatare l’incongruenza, il Seo deve poter agire sul codice sorgente (giusto), ma poi nel paragrafo “le figure professionali vicine” viene detto:

…il SEO Specialist non deve necessariamente avere competenze di altre figure professionali di una web agency e può svolgere il suo lavoro anche non avendo particolari skill in programmazione, design, ecc.

Quello che mi viene da dire è, perdonate il francesismo “me cojoni“: un Seo che non sa programmare, ha dei grossi limiti anche se non agisce direttamente sul codice, perchè non sarà in grado di dare dei consigli appropriati a chi lavora sul codice. E sopratutto quando si lavora con clienti Corporate (quelli per cui il contratto Seo vale 50-100.000 euro l’anno), il codice lo si vede con il telescopio e bisogna dare indicazioni puntuali, sopratutto se gli sviluppatori sono in un’altra nazione e ci puoi parlare solo per email e in inglese!

 Come si forma un seo

Non esistono specifici percorsi di studi, in generale le facoltà che possono essere un supporto per intraprendere questa attività sono quelle legate alla comunicazione oppure informatiche; esistono inoltre numerosi corsi di specializzazione. Come spesso accade per molte professioni del web l’attività e la sperimentazione sul campo rappresenta il miglior modo per percorrere i primi passi in questa professione.

Questo paragrafo evidenzia la mancanza di senso pratico di questo articolo: fare Seo significa pianificare ed eseguire una strategia di marketing. L’ottimizzazione di un sito la si fa per incrementare i risultati economici! Il Seo specialista lavora per incrementare il fatturato, non perchè un sito ottimizzato è più bello o più interessante. D’accordo ci sono le eccezioni: una testata giornalistica online o un blog, devono essere interessanti da leggere, ma scusate cari giornalisti, c’è un sacco di altra gente che i soldi li incamera lavorando e vendendo. Non esiste una facoltà “migliore”  per fare Seo, serve una notevole apertura mentale e una predisposizione al marketing. Ma il marketing tradizionale non funziona, perchè essendo la Seo così giovane, molto è ancora da scoprire.

Io per esempio non sono laureato e ho solo un diploma di ragioniere (non programmatore), ma mi hanno messo in mano un computer quando avevo 13 anni quindi la mia passione mi ha guidato in questa direzione.

Infine i “corsi di specializzazione” sono in realtà molto pochi: ci sono diversi corsi di base per chi vuole avere una introduzione, ma la maggior parte degli specialisti impara tramite sperimentazione diretta e facendo networking con altri Seo.

Quanto Guadagna un Seo Specialist

Sempre troppo poco in questo paese. Purtroppo non è sempre vero che l’esperienza accumulata rappresenta la differenza nella retribuzione. Lavorando in agenzie di una certa dimensione in italia si è soggetti ai contratti nazionali del commercio. In realtà più piccole, si è magari costretti ad avere una partita iva (orrore). Chi si mette in proprio ha probabilmente le possibilità di guadagno maggiore, sempre in partita iva.

C’e’ da dire che basta fare un salto oltremanica e si vedono annunci del genere:

Technical seo specialist a londra?

…e poi uno si chiede cosa ci fa ancora in Italia ?

Ma quindi come diventare Seo Specialist ?

Per non rendere il post unicamente una sventolata di rabbia verso l’articolista di Panorama ecco una serie di consigli per diventare Seo Specialist. Il tutto “secondo me” ovviamente.

  • Imparate a leggere e scrivere in un buon inglese. Non è necessario fare un corso di scrittura di inglese commerciale, ma aiuta saper scrivere in maniera ordinata, chiara ed educata. Visto che la maggior parte del resto del mondo non parla italiano, vi conviene imparare a gestire conversazioni per e-mail (e social media) il resto della vostra vita.
  • Imparate a usare Excel, comprese le tavelle pivot, il cerca.vert e l’importazione da file di testo (csv). Se non sapete usare queste tre caratteristiche, NON SAPETE USARE EXCEL, almeno non per il seo, potete tranquillamente usarlo per calcolare le spese delle vostre vacanze.
  • Imparate l’html 5, tanto vale essere pronti al Mobile Seo!
  • Nice to have: Javascript! Almeno le basi, perchè quando salite di livello di complessità, il codice di base di analytics non basta più. (fidatevi) (questo punto è stato modificato in seguito ai commenti)
  • Nice to have: Imparate un linguaggio di programmazione a vostra scelta tra PHP, Python, Ruby On rails. Potrà sembrare una faticaccia all’inizio, ma vi salverà le chiappe in una infinità di occasioni. (questo punto è stato modificato in seguito ai commenti)
  • Se non sapete dove iniziare con i linguaggi, iscrivetevi a Codeacademy.
  • Fatevi una gmail con nomecognome. Ci sono un sacco di servizi di google che sono utili per ogni Seo e serve un google account per poterli usare correttamente. Se ne avete le capacità, imparate a mapparvi la gmail su un vostro dominio: è molto meglio che presentarsi a qualcuno con una hotmail.
  • Imparate ad usare Google Analytics.
  • Imparate ad usare il Google keyword tool
  • Imparate a leggere i dati di Google Webmaster tool su un sito reale.
  • Iscrivetevi ai feed di vari blog americani di settore : Seomoz, Distilled, State of Search, Portent , Search engine journal, search engine watch , Search engine Land. Spero non vi siate spaventati, questi sono il minimo indispensabile, da qua se ne possono aggiungere numerosi altri sempre in inglese. Degli italiani, il Tagliablog rimane valido come strumenti divulgativo orizzontale per le masse, mentre il blog di Giorgio Tave ha un taglio più tecnico. Ah, quasi dimenticavo! Iscrivetevi al blog di Google!

…Responsabilità

Nell’articolo non veniva menzionata l’importanza del Seo come strumento di vendita. In un ecosistema, dove la presenza sui motori è sempre più importante, il ruolo del seo è di prevenire e riparare le catastrofi che impattano sui siti. 

Delle azioni scellerate (per non usare parole più forti) possono far sparire completamente il sito dai motori ! Non parlo di Negative Seo, parlo di programmatori distratti che si dimenticano la patta dei pantaloni aperta, lasciando un robots.txt che blocca l’intero sito ai motori o che dopo aver pubblicato una nuova versione di un sito non fanno redirezioni, causando il crollo totale dei posizionamenti acquisiti nel corso degli anni.

Oppure viene fatta una redirezione 302 sulla home page, devastando il passaggio dell’autorità del sito alle pagine interne.

Oppure vengono comprati dei link di bassa qualità per pochi euro, causando una penalizzazione algoritmica di google penguin.

Se queste cose appena esposte non vi sono chiare, o siete clienti (e quindi non avete alcuna colpa) o siete seo non-specialist che devono fare ancora molta pratica.

Concludendo

 

Per fare il seo bisogna farsi un mazzo cosi’

 

47 thoughts on “Lavoro, come diventare Seo Specialist (quello che panorama non dice)

  1. Ciao Andrea,

    capisco che l’informazione sia ovviamente poco corretta da parte di Panorama, ma va considerata per quello che è.

    Quando se ne parla ci accaniamo…quando non se ne parla o nessuno sa cosa siamo e cosa facciamo ci arrabbiamo! Insoma. Il post è scritto da una persona che non conosce ovviamente molto bene la SEO, ma almeno ha provato a parlarne e scrivere della sua esistenza.

    Personalmente credo che ci si debba arrabbiare di più per le minchiate che scrivono siti di settore (anche gli americani che hai citato) e altri che dicono di parlare di SEO spacciandosi per fenomeni senza poi saperne una mazza all’atto pratico 🙂

    Mi piacerebbe vedere più opinione verso chi si dichiara SEO rispetto ad un blog che di SEO sa poco e prova a descrivere una professione (con tutti gli errori del caso).

    D’altro canto ci sono tantissimi che nei propri profili hanno scritto SEO, ma che non sanno nemmeno la metà di quello che hai scritto nel post e credo che anche tu te ne sia reso conto.

    Per la formazione credo invece che da qualche parte uno debba cominciare e per i meno intraprendenti un corso di base sicuramente non fa male 🙂

    In ogni caso confermo “MAZZO TANTO” per essere SEO Specialist.

    PS: il blog personale di Giorgio parla poco di SEO 🙂 Meglio seoblog.giorgiotave.it!

    1. Grazie della segnalazione ho corretto il link!

      Sulla parte delle minchiate sono d’accordo, ma alla fine le minchiate dei blog specialistici sono “chiacchere da bar”, quindi tra addetti ai lavori ogni tanto ci possono anche stare, se uno ha una certa esperienza le cose ha imparato a non prenderle per oro colato, ma per “evidenza empirica”. Per fortuna un pò di linee guida e qualche consiglio utile lo tiri fuori anche dai blog esteri minchioni, per esempio su Portent c’era una guida dettagliatissima su come fare una analisi dei log del webserver usando grep: lo so che è una cosa molto particolare, ma sono un Seo specialist :). Se il blogger di Panorama avesse voluto fare un articolo decente, avrebbe trovato non uno ma almeno 3 Seo italiani a cui chiedere dei pareri e avrebbe tirato fuori un articolo di gran lunga migliore. Invece è riuscito a tirare fuori un link di “Seo-hacker”, un sito che fino ad ora non conoscevo e la redazione è composta di cristiani delle filippine. “Agghiacciante” per usare la keyword di Bruno conti.

      Sulla parte dei corsi di base concordo, infatti ho parlato del problema della “specializzazione”. Non esistono corsi che insegnino a leggere majestic Seo, ad interpretare i 404 dei log del web server o a capire come l’onclick su un pulsante scatenando un evento fa scendere il bounce-rate di una pagina in google analytics.

      ps: sono già sesto nella serp per “come diventare seo specialist”, ora mi posto il link su G+.

  2. E’ vero se conosci i linguaggi di programmazione, scrivi in italiano corretto e sei dotato di buone conoscenze in strategia della comunicazione, potenzialmente non ha bisogno di nessun altro. Anche io sono arrivata alla SEO per passione, passando però dalla tangente della scrittura, la semantica, la correlazione, la comunicazione e l’usabilità…
    Confesso non sono una programmatrice, ma di SEO ci godo!
    Se, come me hai la fortuna, in aziende diverse, di essere affiancato da validi colleghi programmatori, copy e community manager, in grado di mettere in pratica le tue visioni di web marketing, togliendoti l’incombeza dell’operatività, hai più tempo per studiare nuove strategie integrate con la SEO nell’interesse presente e futuro dei clienti.
    Non programmo e probabilmente mai lo farò, ma non saprei definirmi altrimenti che una SEO in formazione continua 🙂
    Cia’ ciao

    1. Sono tutte ottime caratteristiche Lisa, ma non tutte le agenzie hanno la fortuna di avere questa struttura (anzi molto poche). L’articolo però faceva sembrare la specializzazione come una cosa banale, fai qualche prova e voilà sei un seo specialista. Diventare uno specialista Seo è un percorso, che richiede tempo e versatilità. E’ come se per diventare uno Chef Specialist bastasse cucinare due pastasciutte 🙂

  3. Sono d’accordo che per diventare seo specialist occorre farsi il mazzo..ma che un seo debba conoscere php, jquery e javascript mi sembra una esagerazione!!
    Il seo si occupa di strategia e lavora in un team composto da webmaster e web designer.

    Non scriviamo minchiate!

    1. Come ho premesso, questa è la mia opinione, un “seo specialist” è uno che sa risolvere qualsiasi problematica seo per arrivare a portare risultati. Conoscere questi linguaggi ti da la possibilità di fare delle scelte e andare meno per tentativi. 😉
      Javascript quando lavori con analytics diventa fondamentale, probabilmente non devi programmare una classe, ma sapere come funziona il DOM ti aiuta in parecchi casi. E visto che oramai il web è creato con i cms, se conosci almeno un linguaggio di programmazione riesci ad interagire meglio con i programmatori, perchè ti metti sulla loro stessa lunghezza.

  4. Ciao Andrea,
    sono Luca, autore dell’articolo su Lavoro in Corso di Panorama.it. Mi spiace non aver ancora risposto ai commenti direttamente sul blog, cosa che avverrà a brevissimo. Come accade per la maggior parte delle analisi delle professioni che è possibile leggere sul blog mi “appoggio” e chiedo specifiche e delucidazioni ad addetti ad ogni specifico settore, difficile altrimenti poter parlare di argomenti così vari con competenza assoluta. Le analisi delle professioni cercano di essere il più precise possibile pur, in certi casi, non entrando troppo nel dettaglio per dare la possibilità al pubblico che di quel determinato argomento sa poco, di rendersi conto di cosa si tratta. Visti i commenti su alcuni aspetti poco precisi, la mia intenzione era quella di realizzare un nuovo post che potesse specificare meglio alcuni elementi della professione, ma mi hai anticipato… Se sei d’accordo possiamo sentirci (telefonicamente/mail) per poter ripostare su Lavoro in Corso le specifiche dell’articolo qui riportato e sintetizzare al meglio la professione. Visto i commenti al tuo post, se d’accordo, chiederei anche ad Andrea, Lisa, Pino e Massimo (così come agli utenti che hanno commentato il post su Lavoro in Corso) di dare un contributo rispetto agli aspetti che trovano scorretti del post in modo che possa realizzare un collage di opinioni il più possibile oggettivo. In attesa di un vostro riscontro,
    ciao

    Luca Orioli
    lavoroincorsoblog [at] gmail.com

  5. Ciao Andrea,
    ho notato la viralità scatenata dal termine “minchiate” che ho utilizzato rispondendo al tuo post. Ovviamente voleva essere una provocazione.

    Comunque condivido il fatto che una visione a 360° completi la figura di un SEO Specialist, ma capisci che è praticamente impossibile conoscere tutto… e te lo dice un “minchione” che smanetta sul web e lavora su HTML5, CSS3, PHP … e ha la passione per la SEO e lavora su progetti reali (…non scrive solo articoli nei blog!).
    Ma le nozioni sono veramente tante e non basterebbe una vita professionale per approfondirle tutte.
    Se diciamo “un SEO Specialist deve avere una panoramica”, sono pienamente d’accordo ed è sicuramente l’unico modo per suggerire strategie in un progetto SEO.

    Concordo con Andrea Pernici che molti si spacciano come SEO Specialist e … di quelli veri in Italia ce ne sono veramente pochi.
    Sarò un SEO Specialist? Non lo so… l’unica certezza è che “il progetto sul cliente” è il mio vero banco di test.

    1. Ma io la provocazione l’ho colta 😉 però ti ho ribadito il mio punto di vista. Se conosci come risolvere queste problematiche tecniche, perchè hai maturato la tua esperienza, non devi rivolgerti ad altre persone o non devi andare per tentativi o peggio ancora cercare come hanno risolto altri su internet. Certo nessuno può essere onnisciente, ma già facendo i corsi di codeacademy e implementandoli nel lavoro quotidiano, i cambiamenti si vedono.

      Insomma, migliorarsi per fare meglio il proprio lavoro produce risultati migliori anche per i clienti.

      Per quanto riguarda la definizione di Seo Specialist, credo che l’unico modo sia di quantificare una percentuale del proprio lavoro mensile che è dedicato al Seo e quello che è dedicato ad altro (sviluppo pagine web, programmazione, gestione campagne di advertising, copywriting).

      Il mio lavoro è 100% Seo ergo sono molto specializzato 😉

  6. L’avevo capita 😉
    La SEO non è una scienza esatta, entrano in gioco tanti fattori, ogni sito ha la sua storia, in tecnologia, popolarità, concorrenza ecc… l’unica è provare sul campo, la strada maestra è lastricata di sperimentazioni, curiosità, pazienza e formazione continua, più ne sai e più ne capisci. Bisogna essere ingegnosi e avere una mente interconessa fra le varie conoscenze online e offline.
    Spesso è il tempo a darti torto o ragione, è quindi l’esperienza sul campo la principale fonte di conoscenza SEO, confermare che non bastano i metatag e qualche Like per ottimizzare un sito è quasi banale!
    Ci si deve fare un bel mazzo… e così l’ho esplicitato anche io! 🙂
    @Luca Orioli
    Grazie per l’invito, a disposizione.
    [email protected]

  7. Ciao Andrea,
    da sempre nell’arena SEO c’è chi ha un’estrazione tecnica e si è avvicinato al marketing e chi viene da studi umanistici e ha imparato a scrivere del codice. E questa è già una forte semplificazione di una realtà complessa e molto eterogenea.
    Come per molte “discipline” non esiste una sola via giusta per arrivare all’obiettivo, ma il risultato di un sito più visibile può essere raggiunto in molti modi diversi e tutti ugualmente validi.
    Peraltro la progressiva, ma costante, crescita di peso dei fattori di visibilità slegati dalla struttura del sito, sta, di fatto, rendendo sempre meno importanti gli aspetti tecnici a favore di valutazioni ben più “olistiche”.
    Per questo affermare che si debba necessariamente avere un forte background tecnico per essere un SEO specialist è una semplificazione poco realistica, tanto quanto quelle contro cui ti scagli.
    La verità è che la nostra realtà professionale è estremamente variegata, complessa e mutevole, non appena trovi qualche idea che ti aiuta a inquadrarla, sei già pronto per la prossima definizione (naturalmente sbagliata!).
    E poi…, c’è sempre qualcuno, magari un ragazzino con 0 esperienza, che sbuca fuori dal nulla con l’idea giusta e ottiene ottimi risultati.
    Questa è la SEO bellezza! 😉

    1. Ciao Gianpaolo, sicuramente uno degli aspetti più notevoli della Seo è che con un approccio “out of the box” si possono ottenere dei risultati insperati ed è uno degli aspetti che mi ha portato ad essere un “osservatore di blackhat”, non perchè abbiano un aspetto naturalistico, ma perchè lavorando in un ambito estremamente competitivo si è portati a pensare a soluzioni alternative. Per dire, nel campo Seo delle assicurazioni, non ci sono grossi esempi di “strategie Seo” alternative. 😉

      E mentre posso concordare con quasi tutto quello che dici, su una cosa mi sento di dissentire, quando dici:

      Peraltro la progressiva, ma costante, crescita di peso dei fattori di visibilità slegati dalla struttura del sito, sta, di fatto, rendendo sempre meno importanti gli aspetti tecnici a favore di valutazioni ben più “olistiche”.

      No. Nononono. Le valutazioni olistiche in tutti i progetti che ho visto fin’ora, entrano in gioco quando c’è già una situazione “stabile” che va ulteriormente migliorata. Io invece di problemi tecnici di base ne vedo a bizzeffe, ogni volta che mi capita di analizzare dei prospect, vedo delle cose ignobili.

      Purtroppo qua mancano le basi, perchè i programmatori non hanno competenze Seo e non hanno la minima intenzione di farsele. Vedo Cms costosissimi, che non gestiscono le redirezioni con un 301, ma solo con un 302. E questo perchè molti linguaggi sono fatti MALE dal punto di vista della programmazione. E molte persone usano degli script “precotti” senza la minima cognizione di causa: evviva la democratizzazione del web, ma quando vedo l’ennesimo Joomla senza alcuna personalizzazione, che crea una enormità di url con /index.php/ perchè il webdesigner di turno non ha idea di cosa sia un htaccess… io vado in bestia. E poi mi deprimo e piango lacrime seo.

      E’ vero che la SEO sta cambiando, ma la mia idea è che le basi tecniche siano ancora più importanti e per “le basi” intendo i primi due livelli di questa piramide:
      Piramide Seomoz

      Oramai il discorso del link building è un fattore di qualità più che di quantità, quindi i due livelli superiori dovrebbero essere sottilissimi rispetto al resto.

      Oh, poi sono opinioni 🙂 Ma credo fermamente che saper leggere il log di un webserver, per un seo, possa risolvere un sacco di misteri rispetto alla ricerca su google di un problema similare di un tizio che 3 anni prima aveva risolto in una maniera astrusa…

  8. Bel post. Secondo me il SEO deve anche essere un buon giornalista con un buon fiuto per la notizia-keyword e la capacità di comunicarla bene agli utenti per poi finire in prima pagina sui motori 😀

    Il povero Orioli ha sbagliato perché è stato superficiale soprattutto nella selezione delle fonti. Lo capisco perché nelle redazioni ho bazzicato anch’io e non sempre è facile coniugare qualità e velocità … anche se il mal costume di googlare solo i primi risultati (come ammette nell’articolo :P) o di riportare voci di wikipedia come fosse vangelo haddàmurì – prima o poi.

    Volevo anche dire una cosa sullo stipendio e sulla complessità del lavoro. Spesso ci si trova a dover fare analisi complesse a partire da convinzioni sbagliate del committente, aggiungendo a un lavoro specialistico anche l’onere di doverlo comunicare in modo efficace. Spesso dobbiamo lottare per far passare logiche che presuppongono l’abbandono delle abitudini e di organizzazione del lavoro, anche all’interno delle SEM agency. Ci viene richiesto di dare risposte a “oscuri enigmi” che il marketing tradizionale non è in grado di interpretare (o non ne ha voglia) e di fornire suggerimenti per la strategia di comunicazione. E mi fermo qui. Ma tutto questo lavoro, questo complesso mix di abilità , al giorno d’oggi in Italia viene pagato mediamente come il lavoro di un commesso.

  9. Quello che dici sui siti o CMS “ottimizzati” (o presunti tali) è sacrosanto.
    L’unica cosa su cui non sono d’accordo è l’affermazione che per essere uno specialista SEO si debba necessariamente saper programmare.
    Io non solo non conosco nessun linguaggio di programmazione, ma non mi interessa affatto approfondirne la conoscenza (diventerei solo uno dei tanti mediocri sviluppatori in giro).
    Capiti quali sono i punti critici strutturali di un sito e come interpretare gli eventuali problemi di indicizzazione in Google, non ho bisogno di altro.
    E’ vero che un approccio più tecnico mi avrebbe a volte aiutato a capire prima e risolvere delle criticità senza dover chiedere l’aiuto di altri, ma è altrettanto vero che la mia estrazione marketing mi ha fatto individuare delle strategie di visibilità che sarebbero sfuggite a molti, se non a tutti, i SEO di estrazione tecnica.
    La mia storia personale, così come quella di moltissimi altri specialisti più validi e famosi di me, è la prova più evidente che per essere un ottimo specialista SEO bastano know how tecnici e di marketing DI BASE, ma sono indispensabili acutezza e flessibilità mentali fuori dal comune (indipendentemente dal background di provenienza).
    Per questo, a parte il fatto che ha trascurato gli aspetti off-site (link building e Social) nel descrivere il nostro lavoro, sostanzialmente le affermazioni fatte da Luca Orioli nell’articolo sono corrette.

    1. Diciamo che conoscere un linguaggio di prorammazione è un “nice to have“, così non sembra un pre-requisito fondamentale.

      Mi interesserebbe conoscere a questo punto degli esempi di strategie di visibilità alternative di cui parli…

  10. Ti posso ad esempio raccontare di un episodio successo all’inizio della mia esperienza SEO (volevo scrivere carriera, ma poi mi sono vergognato, visto quello che scriverò! ;-)).
    Nel fare l’ottimizzazione del sito di una multinazionale italiana, che produce lettori di codici a barre portatili, puntammo tutto su parole legate al prodotto (e relative traduzioni in N mila lingue).
    L’agenzia SEO che si occupava materialmente del lavoro non riuscì naturalmente a cavare un ragno dal buco, soprattutto a livello internazionale, perchè c’era tutto il mondo dei rivenditori locali a puntare su quelle parole.
    Sarebbe bastato aggiungere la parola “produttori” a tutte le keyword individuate per cambiare completamente lo scenario (minore competitività e maggiore utilità dei contatti, visto che al cliente non interessava affatto il settore consumer, ma solo i trader professionali).
    Però nè io, nè tantomeno i SEO (di estrazione tecnica) che materialmente svilupparono il lavoro, ci rendemmo conto del nostro grossolano errore di valutazione (costato poi la perdita del cliente).
    Questo è solo uno delle centinaia di casi, che ho potuto vedere con i miei occhi, in cui un focus errato a livello di analisi keyword ha vanificato un’intera strategia SEO.
    E qui parliamo solo di uno degli step base del nostro lavoro. Immaginati cosa potrebbe venire fuori se analizzassimo tutto il lavoro che ci sta dopo!
    La realtà è che in questo settore bisogna avere grande UMILTA’ e essere consapevoli che prima o poi sbuca sempre fuori qualcuno che ha avuto l’idea giusta al momento giusto e la sta sviluppando bene (che sia un tecnico o meno).

    PS: Naturalmente quando richiamo l’umiltà parlo in generale e non mi riferisco nè a te, nè agli ottimi professionisti che sono intervenuti fino ad ora, che hanno tutti questo approccio (altrimenti non sarei neanche intervenuto nella discussione! ;-))

  11. Ciao Andrea,
    ho letto con molto interesse il post.
    Concordo con te in linea di massima, ma ci sono dei punti che non condivido al 100%. Il fatto d i saper un linguaggio e’ sicuramente un plus, ma non una cosa indispensabile per essere SEO. Io so qualcosa, ma l’ho fatto per passione, ma conosco un sacco di bravi SEO che non sanno niente o quasi, pero’ sono comunque validi.

    Per me la SEO e’ una disciplina enorme. Riconosco l’importanza del lato tecnico, ma preferisco qualcuno che pensi come uno user quando “tratta” un sito, piuttosto che uno che sappia come mettere il perfetto link (senza senso, perche’ magari porta ZERO traffico).
    Trovo molto piu’ formativo aprire un blog in wordpress e sperimentare, anche con una interfaccia che ti nasconde il “vero” codice sorgente.

    Io sono circa 2 anni che mi sono addentrato in questa disciplina, e una cosa che mi tiene attaccato ad essa e’ che io concepisco la SEO come qualcosa che va oltre la logica del motore di ricerca. Sono molto user oriented, e sono orgoglioso di questo. Alle volte vedo SEO cosi’ tecnici che mi chiedo: DAVVERO? e lo user dov’e’? alla fine l’SEO vuole aumentare le visite e le revenues di una azienda, ma fino a prova contraria coloro che spendono sono gli user, non i motori di ricerca.

    Detto questo, la cosa scandalosa di Panorama (e credimi, lo so per certo perche’ conosco gente che scrive per questo magazine) e’ lo scrivere un articolo sulla SEO SENZA interpellare SEO italiani e internazionali.

    Perche’ hanno scritto un articolo su questo argomento? probabilmente hanno visto che la SEO per un dato motivo andava di modo, e quindi…perche’ non cavalcare l’onda?
    Ora ti hanno interpellato, e per fortuna, ma dal punto di vista di brand (se si puo’ definire cosi’) e’ troppo tardi. Vedi, il problema e’ proprio la comunicazione. Il giornalista che non fa il suo lavoro come dovrebbe, il SEO che non riesce a comunicare questa disciplina mettendo magia e creando interesse.
    La stessa magia vorrei vederla anche nelle conferenze e nei corsi che si fanno, ma spesso rimango deluso.

    (mi scuso per errori, per accenti sbagliati…..davvero, sono pessimo in queste cose, ma tra tastiere diverse, e il commentare la SEO in italiano puo’ essere che mi sono un po’ confuso 😀 )

    1. Benvenuto Alessio 🙂
      Si vede da quello che scrivi, che l’attenzione per l’utente è un punto importantissimo per il tuo lavoro: e come darti torto, in un e-commerce la differenza della user-experience può alterare completamente il processo di acquisto e aumentare o diminuire le revenues.
      E’ un criterio giustissimo che sottoscrivo in pieno, ma rimango nella mia idea che la preparazione tecnica ci deveessere, poi può non essere una cosa approfondita, ma almeno una base tecnica il Seo specialist la deve avere, perchè se per qualche ragione tecnica gli utenti non arrivano al sito, hai voglia a ottimizzare on-site!! 🙂

      Basta un robots.txt al posto sbagliato.

      Per esempio, alcuni mesi fa in una agenzia che conosco, si sono dimenticati di mettere in disallow tramite robots, un’area di staging di un progetto di un loro cliente. In questo sottodominio, creato tramite wordpress, c’era un minisito di un prodotto nuovo, che doveva essere lanciato sul mercato. Peccato che nessuno abbia detto a wordpress “non far vedere questo sito sui motori” e quindi lui ha pingato ovunque e il sito è stato indicizzato! Immagina la sorpresa del cliente, quando ha cercato il prodotto e ha trovato il sito! Prima ancora che il marchio fosse registrato!!!
      Soluzione a posteriori: il seo tecnico ha fatto la rimozione tramite gwt e poi ha passato il robots.txt per bloccare tutto. E ha cambiato l’opzione di wordpress “non far indicizzare sui motori”.
      Soluzione ad anteriori: Il seo tecnico sa che wordpress fa ping su pingomatic, se non viene detto altrimenti. Il seo tecnico raccomanderebbe all’IT di mettere queste aree di staging dietro una password di htaccess.

      A questo punto però, visto che il popolo si oppone, cambio il punto della programmazione in un “nice to have” 😀

  12. Ciao, stavo cercando dei pareri sull’hosting di webfaction ed ho trovato il tuo post.
    ti chiedevo se conosci dreamhost se l’hai mai provato.
    i domini con webfaction sono illimitati ? o sn a parte?
    nn ho trovato riferimenti sul sito.

    grazie

    1. Ciao,
      Conosco dreamhost, è un pochettino più “cheap” di webfaction. Normalmente non va malaccio, ma webfaction mi è sembra molto più efficace come performance e stabile.
      Su webfaction puoi ospitare domini potenzialmente illimitati, ma devi comprarli esternamente.
      Tieni conto che webfaction fa un controllo dell’uso delle risorse molto severo, quindi potrebbe chiederti di upgradare il servizio se misura che stai usando troppe risorse: fortunatamente l’upgrade (per esempio la ram) è per scatti progressivi, quindi puoi valutare costi/benefici.

      fammi sapere se serve altro!

  13. Ciao a tutti! questo contro-articolo SEO a quello di Panorama mi era sfuggito
    Io posso solo aggiungere a quanto detto che il SEO specialist deve conoscere perfettamente il linguaggio HTML e a livello basilare Javascript, PHP e anche ASP!

    Tutto il resto di cui si parla non e’ SEO (search engine optimization) ma e’ Copywriting, Internet Marketing, Web Analitycs, Keywords Research, Lead Generation, Call to Action, Brand Repution, User-Experience, Information Retrieval, Inter-Action-Design, ect.ect.ect

    Se poi volete far rietrare tutte queste cose in un acronimo unico dal nome SEO, per me va bene lo stesso, ma bisogna decuplicare il budget 😉

    Bell’ articolo a presto!

  14. ….capire come l’onclick su un pulsante scatenando un evento fa scendere il bounce-rate di una pagina in google analytics.
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    Ciao Andrea questa ha attratto il mio interesse! se puoi spiegarti meglio…
    intendi una funzione simile a target=_blank (apre finestra esterna) o qualcos’altro ?

    1. Si esattamente! Generalmente l’evento non determina una pageview con le impostazioni di base, ma se tu gli dici diversamente allora può generare una pageview! In quel caso viene registrata una “pagina aggiuntiva” che determina questo risultato: “l’utente non è andato via dal tuo sito perchè era disgustato: ha seguito un link che hai messo! Missione compiuta, questo utente non è un rimbalzo!”.

      Dettagli tecnici sulla guida di analytics 🙂

  15. OK e’ tutto chiaro! molti infatti non ci pensano a far aprire finestra esterna, alma
    eno sui link esterni… invece di una pagina che apre un iframe, con un altra pagina, con inserita anche solo un’immagine (con lo script di analitycs) che quindi conteggia 2 visite, che fa diminuire il bounce-rate del 50% cosa ne pensi… Ti sembra un po’ black-hat come soluzione?

      1. Che il concetto sia idiota non c`e dubbio!!! Ma da attento analista SEO che penso di essere, ho notato che il posizionamento ormai dipende da tanti fattori.
        Tra questi quelli che identificano meglio il comportamento degli utenti (che Google sta cercando di capire e imitare) ci puo essere il rapporto tra numero di visite, durata media e frequenza di rimbalzo? Secondo me si!
        Che poi sia un concetto idiota cercare di aumentare in modo “artificiale” le visite, il tempo di permanenza o diminuire la frequenza…
        altrettanto idiota potrebbe essere aumentare i links in modo artificiale, inserire keywords, ottimizzare i testi e le immagini, inserire annunci pubblicitari,etc.etc.
        Senza aumentare la qualita dei contenuti e le informazioni di valore!

        1. Sono due filosofie differenti!
          Google non può sapere cosa accade nel mio sito: lo potrebbe “forse” capire tramite la lettura dei dati di analytics, ma dubito che lo faccia, perchè questi dati possono essere inflazionati o deflazionati senza troppi problemi. Inoltre, se su un sito non c’e’ analytics, non avrebbe modo di ricevere questi dati.
          Ergo: l’idea che un sito possa essere svalutata perchè un utente va via subito è oltremodo dubbia.

          Viceversa gli altri segnali sono inoppugnabili e slegati dall’utente.

          la correlazione potrebbe essere che: ottimi contenuti, generano maggiori segnali (sopratutto social).

  16. Nota: tutto cio a patto che un sito web abbia installato lo script di Analitycs… altrimenti questo discorso cade, sui possibili fattori di posizionamento su Google, che e possibile manipolare 🙂

  17. Andrea mi fà piacere scrivere e ottenere risposte su questi temi SEO…
    la domanda: se io fossi Google cosa farei ?? me la pongo spesso!
    senz’altro terrei anche conto dei dati di Analitycs (ormai è uno script di default)
    integrato in tutti i CSM o utilizzato da tutti o quasi…

    Le visite generate dai “referral” come ad esempio Facebook, avranno lo stesso valore
    delle visite generate da Twitter oppure da Google plus ?? Se vogliamo parlare di Social

    E rispetto alle visite generate da Wikipedia oppure da Dmoz ??

    Le visite “referral” generate da questo blog che valore hanno… quelle provenienti dallo stesso IP ??? hanno lo stesso valore di quelle generate da IP diversi ??

    E in rapporto alla” query” con cui l’utente è arrivato a questa pagina… non sono tutti segnali,
    che in qualche modo identificano il comportamento degli utenti, che sfuggono al nostro controllo??

    E quale migliore strumento ha Google, per monitorare tutto ciò… se non Analitycs

    1. Aggiungo… le visite generate da un’ email ?? la mia ad esempio…. avranno lo stesso valore di quelle generate da una query o da un link ??

      In Google Analitycs perchè c’è la voce “comportamento” oppure “coinvolgimento” ??
      E questi sono i dati visibili a noi poveri webmaster e SEO… quanti altri dati avranno a disposizione gli ingegneri di Google (che non possiamo visualizzare).

    1. Chiunque pensi che basti seguire un corso per essere qualificati come “Seo Senior” si troverà di fronte ad amare delusioni. E’ una qualifica che si acquisisce con il campo, dopo diversi anni di pratica (e sangue, sudore, lacrime, ecc.).

  18. Andrea ha ragione al 100%
    io ad esempio, non ho mai frequentato un corso SEO neanche online, ma mi ritengo di livello specialist!
    (mi danno ragione molti risultati ottenuti)

    forse ho scritto troppi IMHO

  19. Ciao Andrea,
    molto probabilmente io qui sono l’unica persona che ancora di SEO non sa nulla. Ma sto pensando di iniziare a studiarlo. Tu hai detto che non esistono dei veri e propri corsi di specializzazione,e allora da dove iniziare?? Garantisci che Codecademy sia un buon sito per iniziare ad imparare qualcosa? O meglio dei corsi di formazione in scuole private? Immagino che non basti un semplice corso dalla durata di 3-4 mesi per diventare un SEO-Junior,penso invece che per andare in giro e vantarsi di essere un SEO Junior,sia necessaria tanta tanta pratica.
    Ho 21 anni,e quindi vorrei valutare bene il fatto di iniziare questo percorso e starci dietro diversi anni.

    Grazie,
    Vanessa

    1. Ciao vanessa,
      innanzitutto, ottime domande.
      Andiamo per punti:

      • Codeacademy ti forma nei linguaggi di programmazione e nell’html. Come ho scritto, non è necessario saper programmare per fare Seo, ma aiuta moltissimo, quindi il mio caldo consiglio è di prendere confidenza con i linguaggi. Inizierei dall’html e proseguirei con il javascript. Queste sono basi che ti serviranno in qualsiasi ambito decidi di specializzarti: avrai sempre una marcia in più rispetto ad altri. Proseguirei con un linguaggio server side a tua scelta, per apprendere la forma mentis. Se vuoi un linguaggio tra i più diffusi in rete, punta al php, anche se purtroppo su codeacademy non c’e, ma troverai comunque un sacco di tutorial in rete.
      • Fai pratica con un tuo sito, inizia a studiare le basi della Seo in autonomia. Puoi prenderti uno spazio su altervista gratuitamente e fare tutti gli esperimenti del caso. Se non sai dove partire, prova con la guida per principianti seo di Seomoz! Non hai problemi con l’inglese spero 🙂
      • Impara ad usare Google analytics: devi poter capire COSA stai facendo nei confronti di un sito e il traffico che hai generato. Nel mio elenco c’e’ la guida per la certificazione analytics: l’esame è a pagamento, ma i corsi sono gratuiti. La certificazione non ti garantisce un lavoro, ma se riesci ad ottenerla è sicuramente un buon biglietto da visita

      Quando hai fatto tutto questo, ricontattami che ti spiego come proseguire 🙂

      1. Ciao Andrea,

        grazie mille per i tuoi consigli,ne farò tesoro!! 🙂 Beh non è un problema l’inglese,anzi molte cose che ho studiato in passato,in inglese sono state molto più chiare che studiare su libri scritti in italiano. 😉 Mi piacerebbe poter diventare un web design,ma poter e saper fare molte più cose penso sia meglio,anche perchè bisogna saper essere competitivi nel mercato del lavoro contemporaneo. Ti ringrazio,inizierò a studiare i diversi linguaggi e poi approfondirò piano piano..una volta fatto ciò che tu mi hai consigliato..ti ricontatterò. 😉

        Buona giornata,
        Vanessa

        1. Ciao Vanessa,
          l’importante è specializzarsi! Inizialmente il lavoro ti costringerà a fare di tutto e di più, perchè inizialmente le agenzie piccole ti “costringeranno” ad un ruolo misto, non potendo permettersi delle figure specialistiche, ma tu devi decidere di diventare più brava della media in qualcosa.
          Il Webdesigner è una professione bellissima, ma rischi di doverti trovare a competere con centinaia di persone che hanno una preparazione similare e sono privi di un “portfolio” che dimostri la loro bravura.
          Il Marketing, sopratutto indirizzato sul SEO, ti consente di sfrutture una tua creatività con un minor livello di competizione. Puoi iniziare facendo prove in autonomia o aiutando delle associazioni noprofit, sono tutte esperienze che in fase di colloquio vengono considerate interessanti! Se riesci a dimostrare che capisci già come funzionano le cose e sai portare degli effettivi vantaggi ai tuoi “clienti”, le probabilità di essere assunta aumentano iperbolicamente, perchè non c’e’ bisogno di spiegarti le basi e sei operativa in breve tempo ! 🙂

          1. Ciao Andrea,
            speriamo bene! Beh certo,specializzarsi in qualcosa e fare benissimo una cosa più delle altre è importante. Cercherò di mettercela tutta!

            Grazie ancora,
            Vanessa

  20. Ciao anche se è un post un pò datato, vorrei dire che per diventare SEO Specialist bisogna sempre tenersi aggiornati, studiare e soprattutto provare sul campo.

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