Il “mio” Google plus è differente!

Di Google Plus se ne sta parlando parecchio in questo periodo di lancio e come è ovvio “il giocattolo nuovo è più bello del giocattolo vecchio”… chiaramente parlo di Facebook.

Perchè mi piace

  • Mi da la possibilità fin da subito di classificare le persone e costringe tutti a farlo, tramite i cosidetti “Circle” (che più che cerchia di amici, mi fa pensare ad un circolo di scacchi). In questa maniera se voglio condividere una foto con gli amici stretti, non viene vista dai clienti. E se voglio porre un sondaggio, lo mando a tutti i circoli. Mentre se voglio fare una segnalazione o un appello, lo metto come “pubblico” e quello viene anche indicizzato!
  • non ha applicazioni “ludiche”: questo è uno dei punti che mi ha fatto pensare nelle prime ore “facebook ha vinto”. Poi le conversazioni sono iniziate e visto che a questo punto c’e’ una serie notevole di professionisti, Plus è diventato una fonte di ispirazione e apprendimento davvero incredibile.
  • Attenzione alle parolone: é un paradigma sociale più evoluto.  Se fino ad ora la visione del social network era “io mi collego a te, tu ti colleghi a me, quindi siamo amici in tutto e per tutto” con Google Plus si assiste ad un innalzamento di questo livello di interazione mediante la variabile “che tipo di amico sei?”, più simile ad una vera relazione umana, dove non tutte le persone hanno lo stesso peso e lo stesso valore.
  • La barra in alto. Come hanno già detto altri colleghi americani, plus è perfettamente integrato nelle google apps, quindi ho la possibilità di accedere alla mia posta, ai miei documenti, al google reader! Insomma Google plus potrà probabilmente fare da “collante” tra le varie google applications quando devo interagire con le persone. In ambito professionale questo aprirà nuovi ed intriganti scenari di online collaboration !

Niente di nuovo

Non è niente di nuovo questo  progetto di google, è una sorta di raccoglitore di community. Ci sono stati già esperimenti simili in passato (Ning, Path) ma secondo me sono quasi sempre falliti perchè dovevano costruirsi dal nulla una base di utenti e fallivano nel ricordare alle persone che c’erano aggiornamenti (e quindi venivano tralasciati). Plus è perfettamente integrato nell’ecosistema di google, le notifiche arrivano nella gmail (che ha un miliardo di utilizzatori!), la chat la fai con gtalk che è integrato nella gmail.

Il social è pervasivo, senza essere invasivo. (e non ci sono le fan di Justin Bieber)

Per concludere

Non sarà la fine di facebook o di twitter: ci sarà sicuramente una quota di persone che si sposterà sul nuovo social network, tralasciando più spesso gli altri, ma non li abbandonerà mai del tutto.  Su facebook ci sono pur sempre 750 milioni di possibili clienti e su twitter ci sono newspaper, aziende, organismi politici, corporazioni.

E quindi?

Vediamola così: alla serata caciarona con dozzine di persone che conosci superficialmente, preferisco una cena tranquilla con 4 veri amici bevendo sangria e con i quali discutere come cambiare il mondo.