Linkedin Long Post : pregi, difetti e opportunità

Per concludere in bellezza il 2014, vorrei fare un resoconto di una attività che ho effettuato proprio quest’anno: ossia ho iniziato ad usare linkedin come piattaforma di blogging.

Linkedin come wordpress ?

Facciamo un piccolo salto indietro nel tempo: a febbraio di quest’anno Linkedin ha introdotto i “long form post” per gli “influencers”. L’obiettivo era chiaro: dare i professionisti una nuova piattaforma dove creare delle “conversazioni” con i loro contatti e migliorare anche la qualità dei contenuti all’interno di linkedin, che fino a quest’anno era a livello di un twitter con  pochissime interazioni.

Io ho uno spirito pionieristico e generalmente mi butto a capofitto nelle nuove iniziative… tranne Ello il social network degli utopisti, ma su quello preferisco non parlarne. Comunque anche in questo caso ho fatto richiesta per avere l’attivazione e complice anche il fatto che uso la lingua inglese nell’interfaccia, mi è stata data la possibilità di sperimentare questa forma di interazione.

Come ho usato linkedin ?

Linkedin è prima di tutto una vetrina professionale e avevo da subito in mente di

  • creare contenuti divulgativi, utili e/o originali.
  • sfruttare l’autorevolezza di linkedin per “posizionare” meglio i miei contenuti.

Come è andata ?

Ecco il resoconto che viene pubblicato settimanalmente tramite email

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Analizziamo i contenuti

  • Seo NOW (in inglese): era un workshop a cui ho partecipato a londra, organizzato da Linkdex.
  • Teaching Content markting in London (in inglese): si è trattato di una mezza giornata di formazione che ho effettuato a dei ragazzi che ho conosciuto a Londra. Niente di terribilmente innovativo, ma era comunque una descrizione originale di quello che ho fatto, assieme ad una foto dei partecipanti. Un solo like.
  • Faster than light… (in inglese): un test che ho fatto sulla velocità della connessione in relazione alla posizione del server. Cinque like e un commento da parte di un mio conoscente.
  • 5 concetti fondamentali (in italiano): traduzione ed adattamento di un articolo di uno dei ghost writer di Neil Patel. La crescita delle pageview è stata notevole, come anche l’aumento dei like. Questo mi ha fatto pensare che la mia audience su linkedin sia prevalentemente italiana.
  • Da tartufi a viagra… (in italiano): questo articolo è stato un test per verificare se riuscivo a contattare un’azienda, che partecipava ad un evento dedicati ai tartufi ad Acqualagna. Per potenziare la visibilità, dopo la pubblicazione ho promosso l’articolo tramite facebook ads, targhetizzato nella zona dell’azienda che volevo contattare. Ho investito 20 dollari, ma non sono bastati a prendere il contatto.
  • Job Seeking evolved (in inglese): sfruttando una serie di automatismi, ho scritto un articolo che coinvolgeva di Moz. Era un tentativo di ottenere visibilità coinvolgendo un brand importante del mio settore. L’articolo l’ho poi diffuso su un gruppo facebook inglese dedicato alla “promozione reciproca” tra professionisti dell’ambito seo/social. Non credo che abbia ottenuto molta risonanza, anche se poi è stato menzionato in altre occasioni e tutt’ora l’ho link quando trovo qualche professionista che è alla ricerca di lavoro. Il numero di pageview e like è comuque stato soddisfacente. In questo post ho imparato l’importanza di mettere una buona immagine di apertura per le preview sui social.
  • Come calcolare il tuo prezzo orario (italiano): Boom! Ho tradotto e adattato un articolo inglese che dava alcuni consigli interessanti per chi inizia la carriera di freelancer. Ho poi diffuso sul gruppo dei “fatti di SEO” e ho nuovamente investito 20 dollari in pubblicità tramite facebook ads. Totale 2206 pageview, 101 like e 20 commenti. Cosa è cambiato ?

Come spaccare il (ulo ai passeri su linkedin

  • Metti sempre una bella immagine introduttiva
  • Se vuoi stimolare i commenti, metti un’immagine conclusiva che invogli a scrollare e commentare: l’area dei commenti è abbastanza in basso e la gente non ci pensa a conversare mentre è su Linkedin. Nel caso del post sopra menzionato, ho aggiunto una gigantesca mano che puntava in basso.
  • Condividi sui social che frequenti
  • I tuoi contatti su linkedin ricevono una notifica quando pubblichi! E’ meglio che una email, per cui…
  • Pensa sempre bene al titolo del post, fai in modo che sia subito interessante anche nel box di notifica! 
Qyu
Un esempio di notifiche

 Pregi e difetti

  • le pageviews sono uniche, anche se ricarichi la pagina, il conteggio non sembra aumentare. Purtroppo non c’e’ ancora documentazione a riguardo…per cui sono (teoricamente) da considerare utenti unici.
  • i like e i commenti sono veri: non c’e’ modo di anonimizzarsi, tranne creando un profilo fasullo… che avrebbe autorità nulla.
  • le url prodotte non sono personalizzabili: per esempio: https://www.linkedin.com/pulse/20141210170106-1351210-come-calcolare-il-tuo-prezzo-orario quindi se volete tracciare meglio la diffusione dei link, vi conviene usare degli url shortner come bit.ly o goo.gl.
  • Ovviamente non avete la possibilità di inserire script o form di alcun tipo: il controllo della piattaforma è totalmente in mano a Linkedin. Comunque visto che pubblicatate a “nome vostro“, la gente se si interessa viene direttamente a visitare il profilo linkedin!
  • L’editor è molto limitato, probabilmente per evitare problemi editoriali di codice spurio. Meglio, concentratevi sui contenuti.
  • Nei commenti potete taggare (con @) altre persone che fanno parte del vostro network di primo livello. Però probabilmente le altre persone possono taggare le persone del loro primo livello (da testare).
  • Pubblicate dalla domenica al giovedi’: Linkedin viene principalmente consultato nella settimana lavorativa, scrivere la domenica significa che le notifiche vengono viste dal lunedi’ mattina. E il venerdi’ chi lo guarda più?
  • I link uscenti (per ora) sono dofollow.
  • Siete in una specie di timeline condivisa: nel senso che quando il vostro post finisce, linkedin automaticamente introduce il post di qualche altro autore. Lo trovo un po’ confuso come metodo per tenere gli utenti sul sito, ma effettivamente qualche volta mi ha indotto a leggere chi c’era “dopo di me“. Non sapendo come funziona il meccanismo, mi chiedo se io riesco a “ottenere” visibilità dai grandi influencers.
  • Linkedin possiede PULSE il servizio di lettura di contenuti tramite pc / tablet / smartphone. Ci sono ottime possibilità che un contenuto virale possa arrivare a lettori inaspettati che non usano il pc.
  • I contenuti si indicizzano e probabilmente si posizionano. Non ho ancora fatto test in tal senso, ma le ricadute lato SEO non da escludere.

Concludendo

Credo che i “long post” di Linkedin rappresentino una opportunità interessante che è ancora completamente da sviluppare. Molte persone non ne hanno ancora accesso, anche se cambiando la lingua dell’interfaccia in inglese, viene attivata la funzionalità.

Certamente non è sufficiente scrivere e basta per avere successo: bisogna avere un buon network di contatti, quindi non solo professionisti del proprio ambito, ma anche figure più trasversali come venditori, project manager, client services. E naturalmente CEO e COO di altre aziende.

Bisogna scrivere pensando all’audience: una ricetta di cucina è difficile che prenda piede. Un tutorial tecnico invece si.

Infine cercate sempre di concludere con una call to action esplicita, per esempio io adesso includo una form di contatto alla fine di questo post 🙂

E buon 2015.

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